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Contrabbando di cuccioli e furti: per tutelare gli animali è fondamentale “microchipparli”

L'Enpa lancia un appello a tutti i padroni di animali perché si riesca a contrastare il "mercato nero" degli animali

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Stella. “Il furto dei cani di un’allevatrice di Stella, compiuto da una signora svizzera, risolto grazie alla polizia cantonale ed al tam tam creato dall’appello della proprietaria tra le associazioni e gruppi animalisti, solleva il velo su un florido mercato speculativo sulla pelle dei quattrozampe”. La considerazione arriva dall’Enpa di Savona che lancia un appello affinché i padroni rispettino le norme sull’anagrafe canina.

“Oltre al traffico di cuccioli dall’est europeo, contrastato efficacemente dalle polizie italiane, esiste un fitto sottobosco locale di proprietari di una femmina di razza che vendono i cuccioli dell’animale, a volte affidandosi ad intermediari come la signora svizzera; i piccoli passano spesso di mano prima di trovare un acquirente finale e non è raro che tra i vari passaggi vengano rubati e se ne perdano le tracce” spiegano dall’associazione animalista.

Le guardie zoofile dell’Enpa savonese stanno da tempo prestando attenzione a questo fenomeno svolto solitamente a “chilometro zero” o al massimo in campo regionale e mai da gruppi organizzati, non trascurabile per giro d’affari e violazione delle norme commerciali e dell’IVA ma, soprattutto, con risvolti negativi sul trattamento, spesso maltrattamento, degli animali.

Arma fondamentale, per la Protezione Animali savonese, sia sui furti che sul commercio illecito di cuccioli di razza, è il rispetto delle norme sull’anagrafe canina: “Tutti i cani, entro 30 giorni dalla nascita o dal possesso, devono sempre essere muniti di microchip identificativo, una minuscola capsula contenente un codice alfanumerico di 15 cifre, iniettata dai Servizi Veterinari delle ASL o dal veterinario di fiducia, comunque prima della vendita; e per questo le guardie zoofile dell’Enpa savonese controllano ogni anno centinaia di cani di proprietà affinchè ne siano muniti”.

“Un cane microchippato non è soltanto inabbandonabile ma rintracciabile quasi in tempo reale se viene perduto (è in commercio anche un collare GPS), perché permette a chi lo trova, tramite l’anagrafe canina delle Asl (una banca dati nazionale è ancora in divenire), di risalire al proprietario e liberare i canili comunali ed i rifugi associativi; e ciò vale anche in caso di furto, come dimostra la vicenda a lieto fine dei cuccioli di cocker di Stella” concludono dall’Enpa.

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