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Lettere al direttore

Considerazioni sulla campagna elettorale savonese…

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Nell’ottobre del 2006 chiesi un appuntamento all’allora nuovo sindaco di Savona Federico Berruti. Il motivo? Illustragli la mia ipotesi di Aurelia bis, peraltro non nuova in quanto risalente al 1990, e chiedergli sostegno a questa ipotesi contro quell’aborto di Aurelia bis che allora era in fase di proposta e che poi, nonostante tutti affermassero che era improponibile, è stata approvata.

La mia idea era basata su alcune osservazioni, quali la difficoltà di realizzare un percorso di Aurelia bis tra Varazze e Savona-Vado, l’inadeguatezza dell’autostrada sullo stesso percorso, il disturbo che l’autostrada provocava su quel tratto sostanzialmente di percorso in mezzo alla città.

Da queste premesse e dall’osservazione ulteriore del numero elevato di facili contatti tra l’autostrada ed il territorio è scaturita la mia proposta: usiamo l’autostrada tra il casello di Celle Ligure ed il casello di Savona-Vado come Aurelia bis, e realizziamo un tratto di autostrada sostitutiva più a monte, praticamente tutta in galleria, senza nessun disturbo per il territorio.

Berruti disse che non era facile interrompere l’iter dell’Aurelia bis: incredibile! Era solo allo stato di progetto! Berruti mi chiese di pensare ad un casello per Savona centro.

Fu così che nacque il casello Albamare ed il tunnel sottoporto. Ottobre 2006! In questi primi giorni del 2016 sono ben 9 anni e qualche spicciolo!

L’amarezza è che nonostante appoggi più o meno sinceri degli amministratori e dei sindaci del territorio, primo fra tutti il sindaco Berruti (che era anche il capogruppo dei sindaci del territorio favorevoli ad Albamare) nulla è stato fatto!

E’ stato lasciato andare avanti un progetto, Aurelia bis, più dannoso che utile per il territorio: gli amministratori savonesi Berruti, Di Tullio, Lirosi, Apicella, ed i precedenti ed attuali sindaci delle Albissole Stefano Parodi, Nello Parodi, Orsi, Nasuti hanno appoggiato supinamente ma concretamente l’assurdo progetto, in evidente contrasto con le esigenze del territorio.

Si è persa una grande occasione di far bene? E’ indubbio che questa Aurelia bis in costruzione risolve poco. E’ anche vero che nessuno vieta (se non gli amministratori locali) di supportare e chiedere di realizzare “in più” il casello Albamare ed il tunnel sottoporto.

Perchè no? Sarebbe comunque e sempre assolutamente efficace anche con l’attuale Aurelia bis finita. Ci sono speranze che questo avvenga in un prossimo futuro?

Vedendo chi e come si accapiglia per diventare sindaco, sia a sinistra che a destra che nelle altre aree politiche savonesi si può notare una gran corsa alla poltrone di Sindaco, ma non c’è nessun cenno di programma politico.

Qual’è la proposta per la viabilità e per l’urbanistica, per il futuro della città? Tanti no: questo no, questo no, questo no! Finché i no sono rivolti a carbone e bitume, d’accordassimo! Ma a snocciolare no è facile: fare proposte per il futuro meno.

Di futuro parlano solo per proporsi come Sindaco, il programma non conta: tanto forse i voti arrivano solo dallo share nazionale. Tanto % 5stelle, tanto % PD, tanto % Lega nord. Vale la pena rischiare a fare un minimo programma? Seconda questa logica sembra di no, anzi potrebbe anche essere pericoloso!

Mi torna alla mente un fatto impressionante del 2005, l’anno prima della nascita del Comitato Casello Albamare Albisola Savona, e come in pochi anni si siano fatti interventi grandiosi. Illustro!

Nel 2005, New Orleans venne distrutta dall’Uragano Katrina. L’onda di alta marea che si è creata in seguito alla presenza dell’uragano ha allagato tutta la città devastando interi quartieri: ad oggi, quella città ancora porta le ferite di quei giorni.

La ricostruzione di New Orleans è stata complessa: anzitutto bisognava proteggere la città dall’acqua e, successivamente, costruire case di nuova concezione che permettessero alla gente di New Orleans di tornare a vivere nella loro città.

L’amministrazione federale, l’esercito e una valangata di volontari, in 7 anni, hanno costruito una barriera, costata 14,5 milioni di dollari ($ 14.500.000,00), per protegge New Orleans da nuove “alte maree”: la barriera si estende per 214 chilometri e separa il centro abitato dalla furia delle acque in caso di forti uragani.

Sì avete capito bene: 214 km! Altro che la bricioletta del Mose! La barriera a Venezia già c’è, ed è naturale: sono le barriere di sabbia esterne. Basta fare le chiuse.

Ora, molto semplicemente… perché non siamo ancora riusciti a costruire una cosa del genere per la nostra cara Venezia? Basta una struttura molto più semplice, solo chiuse, perchè poi la struttura non deve sopportare le onde di piena di un uragano, ma solo le acque alte che sono “calme”!

In America, dopo 7 anni ce l’hanno fatta: anno 2012 tutto completato!

Muraglie ciclopiche, lunghezza eccezionale, chiuse di grandi dimensione. Ma lì, è inutile dire che “tutto il mondo è paese” per giustificare le porcate italiane, lì “pappano” molto di meno, e sopratutto “fanno”!

New Orleans salva in 7 anni, altro che MOSE! Altro che Savona!

                                                                                           Paolo Forzano, presidente Comitato Casello Albamare

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