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Computer e tecnologia inutilizzati nel magazzino della Regione: interpellanza di Rete a Sinistra

Liguria. “Negli uffici di via Fieschi circola una leggenda metropolitana, che leggenda potrebbe non essere affatto: ci riferiscono di un magazzino stracolmo di tutto il materiale tecnologico e informatico che i gruppi consiliari devono consegnare in Regione alla fine di ogni legislatura: cellulari, tablet, computer portatili, fotocamere e molto altro ancora”. A denunciarlo è il consigliere regionale Gianni Pastorino.

“Si tratta – spiega il consigliere di Rete a Sinistra – di attrezzature che i gruppi utilizzano per la normale attività istituzionale. Ma sono acquistate con soldi pubblici, quindi restano di proprietà della Regione: il fatto che queste attrezzature restino inutilizzate, ancorché perfettamente funzionanti, e che quindi se ne debbano comprare di nuove all’inizio di ogni nuova legislatura, rappresenta un danno gravissimo per la collettività”.

Con un’interpellanza presentata stamane in consiglio regionale, Rete a Sinistra ha chiesto il censimento di tutte le dotazioni in giacenza. “La risposta fornita dalla Giunta è alquanto evasiva – fa sapere Pastorino – La nostra opinione è che nessuno sappia davvero cosa ci sia in quel magazzino, però ci rispondono che tutti questi oggetti sono da ritenersi ‘in attesa di installazione pianificata’: benissimo, e allora dove vanno a finire? A chi sono destinati? Perché i gruppi consiliari devono comprare attrezzature nuove, quando invece potrebbero usare quelle in magazzino? E perché, se un gruppo chiede di poter acquisire questo materiale usato, la richiesta viene respinta? Ci siamo già dimenticati della spending review?”.

“Come Rete a Sinistra, nel 2015 abbiamo deciso di non spendere un solo euro in attrezzature informatiche e tecnologiche, a differenza di molti altri gruppi consiliari – dichiara Pastorino – In generale pensiamo siano spese che si possono evitare, o piuttosto le paghiamo di tasca nostra; noi non abbiamo pretese, ci accontentiamo delle forniture di seconda mano; basta che la Regione ce le metta a disposizione”.

In caso contrario, Rete a Sinistra ha le idee chiare su come risolvere il problema. “Se per qualche assurdo motivo (tutto da dimostrare) queste attrezzature non possono essere date in prestito ai gruppi, la soluzione è una soltanto: siano donate alle scuole, prima di tutto. Per questo stiamo già scrivendo un apposito atto istituzionale – sottolinea Pastorino – Ci è stato risposto che la Regione dona già molto del materiale dismesso, sulla base di richieste pervenute dalle associazioni no-profit. Anche in questo caso, però, i conti non tornano, visto che non è dato sapere a chi, quando e con quali criteri. Non vorremmo che alla fine fossero donazioni ad personam”.

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