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Cliente aggredì una lucciola: condannato per lesioni, ma assolto dall’accusa di averla rapinata

L'uomo si era costitutito dai carabinieri di Andora ed era finito in manette

Albenga. Lo scorso 10 agosto, nel cuore della notte, aveva citofonato alla stazione dei carabinieri di Andora per autodenunciarsi: “Ho colpito e ferito una prostituta, voglio costituirmi”. Un quarantatrenne residente a Loano, Marco N., era quindi finito in manette con l’accusa di rapina, lesioni e porto abusivo di coltello.

Un episodio per il quale, questa mattina, l’uomo è stato condannato dal Collegio del tribunale a cinque mesi e venti giorni di reclusione con la sospensione condizionale della pena, ma solo per due delle tre imputazioni contestate. L’imputato, difeso dall’avvocato Sara Casale, è stato infatti assolto “perché il fatto non sussiste” dall’accusa di aver rapinato della borsetta della donna e condannato per le lesioni e il porto abusivo dell’arma bianca.

I giudici hanno infatti ritenuto che non ci fossero dubbi sul fatto che l’uomo avesse avvicinato la lucciola invitandola a salire sulla sua auto per poi minacciarla e ferirla con un coltello (la donna, una ventenne di nazionalità romena, era stata medicata in ospedale). Per quanto riguarda il furto della borsetta, per stessa ammissione della vittima dell’aggressione (che ha raccontato di essersi quasi scaraventata giù dall’auto per scappare), non c’erano prove della volontà di rubarla da parte del quarantenne loanese. Tanto che anche il pm, considerando che la borsetta potesse essere caduta nell’auto nella fuga, ha chiesto l’assoluzione dall’accusa di rapina. Al termine del processo l’imputato, che era ancora detenuto, è stato immediatamente scarcerato.

L’episodio era accaduto sulla via Aurelia ad Albenga. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Marco N. si era avvicinato alla giovane, l’aveva invitata a salire sulla sua auto e poi, anziché comportarsi come un normale cliente, l’aveva minacciata con un coltello, ferita al collo e rapinata della borsetta. A quel punto l’uomo, probabilmente resosi conto della gravità del suo gesto, intorno alle 4, si era presentato alla Stazione dei carabinieri di Andora per costituirsi.

Immediate erano scattate le verifiche dei militari: l’operatore aveva chiesto subito l’intervento della pattuglia che in quel momento era in servizio di perlustrazione. Nel giro di pochi minuti i carabinieri, vicino alla caserma, avevano fermato Marco N. in evidente stato confusionale che continuava a ripetere di aver colpito poco prima la prostituta.

Dagli accertamenti dei militari, effettivamente, era emerso che poco prima una ventenne romena aveva richiesto l’intervento di una ambulanza per una ferita al collo (i sanitari le hanno dovuto dare alcuni punti per suturare il taglio). La giovane, sentita dagli investigatori, aveva confermato che un uomo l’aveva aggredita con un coltello e che lei si era letteralmente scaraventata giù dall’auto dove era invece rimasta la borsetta con i soldi, il cellulare e gli effetti personali.

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