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Chiusura del carcere di Savona, è polemica politica: Vaccarezza punge il Pd

Savona. Dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Ligure arriva la conferma sulla chiusura del carcere Sant’Agostino di Savona, ma vengono respinte le accuse su criticità della struttura e di un clima di alta tensione per le condizioni del carcere.

La struttura si sta già preparando alla dismissione e nell’ultimo periodo è diminuito il numero di carcerati, ricevendo solo gli arrestati a disposizione della magistratura e di detenuti semiliberi e lavoranti. E dal Dipartimento arriva secca la smentita di manifestazioni di protesta.

Ma la chiusura del Sant’Agostino alimenta anche il dibattito politico, anche perché il tema del carcere, e del nuovo carcere, sarà tra i punti di scontro della campagna elettorale per le prossime elezioni comunali. Oggi pomeriggio l’intervento del capogruppo FI in Regione Angelo Vaccarezza: “Ancora una volta il governo Renzi ha dimostrato di non aver a cuore uno dei valori fondamentali del vivere civile nel nostro paese: la sicurezza. Il Guarda sigilli ligure Piddino Orlando (che in quanto tale dovrebbe ben conoscere il territorio…alla prova dei fatti così non è) ha deciso per la chiusura della casa circondariale di Savona, senza trovare una soluzione alternativa”.

“La città è l’intero territorio si trovano qui di privati di un a struttura che oltre ad essere stata da poco oggetto di lavori di ristrutturazione (quindi, devo pensare una spesa inutile a danno dei contribuenti?) e pur con le difficoltà è sempre stata una struttura di sostegno al Carcere di Marassi. Quindi, non potendo anzi, non volendo trovare una diversa soluzione (pare anche che la ventilata ipotesi di costruzione di una struttura a Cairo sia appunto solo un’ipotesi) uno dei massimi rappresentanti del PD al governo altra soluzione non trovi se non cancellare una realtà lavorativa per molti e di sicurezza per moltissimi” dice Vaccarezza.

“Bene. Dopo il fallito tentativo di eliminare la Prefettura, dopo aver azzerato inutilmente ed in maniera totalmente priva di ogni criterio costruttivo la Provincia, dopo aver cancellato l’Autorità Portuale il Governo dei non eletti ha assestato un altro colpo da maestro: l’eliminazione di un carcere in un momento storico in cui la sicurezza dovrebbe essere il primo degli obiettivi. Se queste sono le premesse, se questo mondo di valori al contrario è il cavallo di battaglia del centrosinistra, ci vorrà un candidato sindaco davvero impavido”.

“Chi abbia il coraggio di affermare che la sicurezza, nostra e dei nostri figli sia solo piccola cosa, che abbia la forza di sostenere che questa città non vada cambiata nel suo profondo, ma che spieghi anche i motivi per cui i suoi colleghi, che lo (la?) sostengono di partito siano coloro ai quali di questo imbarbarimento poco importa. A patto di star seduti su una poltrona. Una qualunque. È per questo che noi siamo pronti a dar battaglia a chiunque, per primo a Di Tullio” conclude Vaccarezza.

Intanto arriva anche una puntualizzazione del Sappe. “L’annunciato sciopero della fame dei detenuti del Sant’Agostino di Savona, soppresso dal ministero di Giustizia, non c’è stato perché una dozzina di detenuti oggi sono stati trasferiti in altri penitenziari.  I detenuti si sono limitati a protestare dalle 12.30 alle 13 picchiando le stoviglie nelle sbarre. Quindi è stato tolto il potenziale problema della protesta così come fecero nel mese di ottobre quando si annunciò la chiusura del carcere”. Lo afferma Lorenzo Michele, segretario regionale del sindacato che ricorda anche che “gli stessi detenuti inviarono una lettera al ministero sulla vicenda savonese. A tutto ciò aggiungiamo il fatto che nessuno degli agenti della polizia penitenziaria dell’istituto savonese conosce il suo futuro. Siamo a conoscenza della comunicazione della soppressione del Sant’Agostino, ma chiediamo di essere convocati al più presto dal Dipartimento per capire che cosa ne sarà dei colleghi che attualmente sono ancora in servizio a Savona, in tutto una cinquantina. Quale futuro e quale destinazione li attende”. Lo stesso Lorenzo Michele ricorda anche che “secondo una ricerca del quotidiano Il Piccolo il carcere savonese è risultato essere il quinto istituto in Italia con il 116 % di tasso di sovraffollamento per numero di detenuti ospitati”.

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