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Chiusura carcere di Savona, sit in di protesta della Penitenziaria: “Che ne sarà di noi?”

Sicura la presenza di molte delegazioni dei partiti del centrodestra, in forse la partecipazione di Giovanni Toti

Savona. A tre giorni dalla protesta dei detenuti, prosegue la battaglia per tentare di salvare il carcere Sant’Agostino di Savona dalla chiusura. Gli agenti della Polizia Penitenziaria si ritroveranno mercoledì 27 gennaio, alle ore 10, in piazza Mameli a Savona per un sit in di protesta: con loro ci saranno rappresentanti di vari partiti del centrodestra e dei sindacati.

La soppressione del Sant’Agostino, decisa lo scorso 28 dicembre dal decreto Ministeriale del ministro Orlando, ha scatenato da subito molte polemiche sotto la Torretta. Persino i detenuti si erano scagliati contro questa scelta, proclamando per mercoledì 20 gennaio uno sciopero della fame: una protesta poi sospesa a causa del trasferimento di una dozzina di prigionieri (quelli rimasti si erano limitati a protestare dalle 12.30 alle 13 picchiando le stoviglie nelle sbarre).

Ed ora a scendere in campo sono gli agenti, quelli che lavorano ogni giorno all’interno del Sant’Agostino. Alla base della loro protesta il fatto che nessuno degli agenti dell’istituto savonese conosce il suo futuro. “Non volevamo prendere questa decisione – annuncia il SAPPe – speravamo che il nostro ministero di pari passo alla chiusura, avesse provveduto alla costruzione del nuovo penitenziario, invece così non è stato. E ad oggi non sappiamo nemmeno su quale area o in quale comune possa sorgere. Ma diversamente da quanto annunciato dall’amministrazione – continua il SAPPe – nessuna informazione ci è stata fornita sul futuro del personale di Polizia Penitenziaria di Savona. Quindi un no secco è posto dal SAPPe per la movimentazione selvaggia del personale e sulla soppressione del carcere che comporta una ricaduta negativa su tutto il territorio in modo particolare per la sicurezza”.

Savona è l’unica città capoluogo di provincia in Italia a non avere più un penitenziario – denuncia Michele Lorenzo del SAPPe – e questo non giova a nessuno, specialmente alle forze di Polizia che operano sul territorio costrette a vedersi aumentare il loro carico di lavoro nel momento in cui effettuano un arresto, dirottandosi su istituti come Genova o Imperia, e non prevedendo nemmeno le ripercussioni sul già elevato sovraffollamento penitenziario ligure che attualmente è la quinta regione a maggior indice di sovraffollamento. Invitiamo alla manifestazione di mercoledì 27 tutti i cittadini, enti ed associazioni nonché tutti i politici perché il carcere è un argomento che deve unire e non deve essere un terreno di scontro di colore politico; e lanciamo un appello al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti affichè si faccia promotore di un incontro tra quei sindaci disponibili alla costruzione del carcere sul loro territorio”.

“Si è voluto innescare un vortice di imperfezioni ed indecisioni – conclude il SAPPe – che parte proprio dal comune di Savona per non essersi mai impegnato ad individuare un’area dove potesse sorgere il nuovo penitenziario che, secondo le nostre previsioni, si tratterebbe di un carcere moderno da circa 250 posti ed avrebbe già la copertura finanziaria, un buon volano per l’economia locale in quanto, è assodato, che intorno al penitenziario orbita un’economia che, proprio oggi, non può essere disdegnata”.

Ritrovo dunque mercoledì mattina alle 10, davanti alla campana di piazza Mameli: saranno presenti delegazioni dell’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria nonché di tutti i principali partiti di centrodestra (Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e La Destra) che più volte in questi giorni hanno attaccato la decisione del governo: la chiusura della struttura savonese obbligherebbe infatti le forze dell’ordine ad appoggiarsi soltanto sui carceri di Genova e Imperia, con i conseguenti problemi sia di sovraffollamento che di sicurezza (una pattuglia di Albenga, ad esempio, per portare un detenuto fino a Genova e tornare impiegherebbe molto più tempo, a discapito della presenza sul territorio).

Savona - vaccarezza visita carcere

Ancora incerta la presenza al sit in del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Sicura invece quella del consigliere regionale Angelo Vaccarezza (nella foto durante una visita al carcere), che negli scorsi giorni aveva espresso in Regione un giudizio tranciante nei confronti del provvedimento: “Ancora una volta il governo Renzi ha dimostrato di non aver a cuore uno dei valori fondamentali del vivere civile nel nostro paese: la sicurezza. Il Guarda sigilli ligure Piddino Orlando (che in quanto tale dovrebbe ben conoscere il territorio… alla prova dei fatti così non è) ha deciso per la chiusura della casa circondariale di Savona, senza trovare una soluzione alternativa”.

Commenti

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  1. Bandito
    Scritto da Bandito

    Questo è uno degli obiettivi del governo Renzi, depenalizzare il crimine rendendo a questo punto obsolete le prigioni. In futuro qualunque crimine sarà punito con una bella multa (che naturalmente pagheranno solo le persone normali, stranieri e delinquenti abituali non pagheranno nulla). Gli unici casi in cui si sarà puniti severamente saranno quelli in cui i cittadini si difenderanno da soli.