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Battaglia Nikolajewka, tra i soldati anche Pierino papà del sindaco di Villanova d’Albenga

Villanova d’Albenga. C’è una data che Pietro Balestra, sindaco di Villanova d’Albenga, non potrà mai cancellare dalla sua memoria. “Il 26 gennaio di ogni anno mi viene in mente mio padre che era stato tra coloro che combatterono a Nikolajewka , uno dei 1300 alpini superstiti della Divisione Cuneense che riuscirono a tornare a casa….che fu quasi completamente distrutta”.

Un uomo, ma soprattutto un soldato che, come altri della sua età, aveva combattuto in terra straniera ed era riuscito a salvare la pelle e a tornare a casa per abbracciare i suoi cari. “E’ così. Era un soldato. Aveva combattuto in Albania e in Grecia – apre il libro dei ricordi Pietro Balestra – Era stato richiamato ed ha seguito tutte le vicende del Corpo d’Armata alpino in Russia. La Cuneense è stata decimata, ma mio padre è stato tra quei pochi che hanno rivisto la propria casa. Ha trascorso due Natali sul Don quelli del 42 e del 43. E’ morto all’età di 66 anni il 12 dicembre 1981″.

La Battaglia di Nikolajewka, combattuta sul fronte russo nel gennaio 1943, era stata una di quelle più terribili della storia della Seconda Guerra Mondiale. Dall’autunno 1942 il Corpo d’Armata Alpino era costituito dalle tre Divisioni alpine Cuneense, Tridentina e Julia. “Mio papà era schierato sul fronte del fiume Don con altri soldati di Divisioni di fanteria italiane, da reparti tedeschi e degli altri alleati, rumeni e ungheresi. Fu soprattutto la marcia del Corpo d’Armata Alpino verso la salvezza ad essere ricordata come un evento drammatico, doloroso ed allucinante, costellato da innumerevoli episodi di valore, di grande solidarietà, in cui circa 40.000 uomini si batterono disperatamente, senza sosta, per 15 interminabili giorni e per 200 chilometri”.

Oggi in casa Balestra sono rimasti i racconti e i ricordi indelebili di un grande uomo che ha scritto una delle pagine di storia più importanti della Seconda Guerra Mondiale.

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