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Anziano dimesso dopo caduta, la figlia: “Mio padre lasciato in mezzo alla strada”

I familiari: "Non sapevamo come riportarlo a casa, senza assistenza. Era giusto a quell'ora trattenerlo in ospedale"

Albenga. Non è finita ieri, con lo spettacolare intervento di soccorso, la disavventura di un pensionato di 98 anni residente in piazza Partigiani ad Alassio, vittima di una caduta in casa: l’anziano è stato soccorso con l’autoscala dei vigili del fuoco e trasportato in codice giallo all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure dai militi della Croce Bianca alassina.

L’uomo ha riportato la frattura di due costole e la sospetta frattura di un ginocchio: una volta arrivato al pronto soccorso del nosocomio pietrese inizia il calvario, con ore di attesa per la prima visita e le lastre di controllo. E come se non bastasse alle 21:20 di sera arriva il foglio di dimissioni, con l’anziano accompagnato da una cugina e la badante costretto a tornare a casa senza essere ricoverato per gli accertamenti del caso.

La figlia dell’uomo, che si trovava in Toscana, è subito rientrata e oggi denuncia: “Al di là della lunga attesa al pronto non facile per un 98enne appena caduto in casa, alla fine lo hanno dimesso dicendoci che era a nostro carico portare nuovamente in casa mio papà e di chiamare ancora i vigili del fuoco per il trasporto nell’abitazione una cosa davvero assurda, considerate anche le sue condizioni e l’età”.

“Ma non era meglio trattenerlo almeno una notte, una giornata, anche per altri accertamenti?” si chiede la figlia dell’anziano, che ora presenterà una lamentela formale sul caso. “Solo grazie alla buona volontà dei militi della Croce Rossa di Alassio mio papà è riuscito a ritornare a casa, trasportato sulle scale. Tuttavia una notte in ospedale ci stava tutta…E ora valuteremo il trattamento sanitario ricevuto da mio padre”.

Commenti

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  1. Montecarmo
    Scritto da Montecarmo

    Quoto totalmente ciò che ha scritto Luca Mazino.

  2. Scritto da Luca Mazino

    Sinceramente non capisco il senso di questa protesta da parte dei parenti. A parte l’attesa giudicata (da loro e senza conoscere le motivazioni tecniche della cosa) troppo lunga, mi sembra che il fatto che viene maggiormente contestato è il mancato ricovero dell’anziano. Ma perché mai sarebbe dovuto essere ricoverato? Per due costole rotte? E cosa sarebbe cambiato l’indomani mattina? Niente. L’anziano avrebbe sempre avuto due costole rotte e sarebbe stato comunque mandato a casa affidato a nipote e badante. Lo stesso identico trattamento che gli è stato riservato la sera stessa del suo ingresso in Pronto Soccorso. Anzi, dirò di più, l’averlo fatto la sera prima ha permesso all’anziano di dormire nel suo letto invece che in un letto d’ospedale, sempre che un letto fosse disponibile. Perché se il posto letto non c’era, l’anziano la notte l’avrebbe passata in barella…