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Allarme furti, una notte di ordinaria paura a Casanova Lerrone: “Qui chi ha un’arma la tiene carica…” fotogallery

Viaggio di IVG insieme alle squadre di sorveglianza: "Non chiamiamole 'ronde' - spiegano vicesindaco e assessore - l'obiettivo è far dormire sonni tranquilli ai cittadini"

Casanova Lerrone. Una notte di “sorveglianza” armati di “carta e penna”, quella appena trascorsa da IVG.it assieme all’assessore Mario Rocca e al vicesindaco Marino Beneccio a Casanova Lerrone, paesino dell’entroterra ingauno che nelle ultime settimane è stato letteralmente “depredato” dai ladri.

Una notte di ronda a Casanova Lerrone

“Non chiamiamola ‘ronda’ che è troppo da cattivi – dicono – diciamo che è una vigilanza sul territorio”. Sono due le macchine della Protezione Civile che girano per le frazioni del paese: un mezzo “in divisa” con i lampeggianti accesi “perché vogliamo dare un segnale, far vedere che ci siamo”, il secondo invece è una macchina civetta. “Noi conosciamo tutte le macchine dei nostri compaesani – raccontano – Quella è la macchina della Franca, quelle due sono dei nuovi arrivati… certo, ci sono alcuni ristoranti, ma dopo una certa ora se c’è una macchina in giro o è uno dei nostri oppure è una macchina sospetta”.

Mentre perlustriamo strade dove ci si potrebbe perdere anche con il navigatore satellitare ci viene fatto l’elenco delle case che hanno subito furti e di quelle che invece si sono salvate grazie ad allarmi, cani o alla fortuna: sono tante le famiglie che in questo piccolo borgo si sono trovate la casa sottosopra e i cassetti svuotati. Hanno colpito principalmente le abitazioni sulla strada provinciale che da Garlenda porta verso la provincia di Imperia, ma anche alcune nelle borgate per questo i due mezzi si danno il cambio dalle 9 di sera sino all’alba.

Una notte di ronda a Casanova Lerrone

In molti si sono dotati di proiettili antisommossa – raccontano – quelli con i pallini di gomma, perché non si sa mai, ma quello che è certo è che se in casa c’è un arma, in molti la tengono carica e vicina al comodino”. Le armi di questi vigilantes “sui generis” invece sono, come detto, carta, penna e cellulare. “Conosciamo tutte le auto della zona, quindi se ne vediamo una sospetta la segnaliamo alle forze dell’ordine che effettuano i controlli del caso per capire se è rubata o se appartiene a qualcuno che ha precedenti. L’obiettivo è quello di far dormire sonni tranquilli agli abitanti di Casanova Lerrone, ed essendo in una zona di confine ci auspichiamo di ottenere lo stesso effetto anche in altri comuni”.

“Una cosa del genere può succedere solo nelle piccole comunità, qui ci conosciamo tutti e tutti vogliono partecipare a questa sorveglianza – spiegano ancora – noi facciamo i turni e ci diamo una mano reciproca”. La notte scorre tranquilla, incrociamo anche una macchina dei Carabinieri in perlustrazione. Quello che accade a Casanova accade anche a Garlenda, Villanova e Cisano: perché “la gente è stufa, speriamo solo li prendano presto” concludono i due membri della giunta prima di tornare a casa dopo una notte di controlli.

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