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Albenga, in due anni la mensa ha sfamato 642 bisognosi: tra loro ci sono molti migranti

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Albenga. “La tavola del cuore compie, il prossimo 27 gennaio, già due anni da quando ha aperto i battenti”. Così si legge sull’edizione dell’Avvenire-Ponente 7, in un articolo a firma del collaboratore Eraldo Ciangherotti.

Sì, il servizio mensa organizzato da don Gigi Lauro nella parrocchia del Sacro Cuore di Albenga funziona oramai da due anni, per distribuire, ogni giorno, dal lunedì al sabato, il pranzo completo a persone in difficoltà. Grazie ad un’equipe di numerosi volontari con turni giornalieri di nove persone in servizio (tre addetti alla cucina, tre addetti alla preparazione del tavolo e tre addetti alle pulizie) gli utenti possono accedere alla mensa dalle ore 12:00 alle ore 12:45, trovando un pasto completo e cucinato al momento.

Terminato l’anno, è tempo di bilanci. Nell’anno 2015 sono transitati, almeno una volta, nella mensa del Sacro Cuore, ben 381 persone (140 italiani e 241 stranieri) e di questi ben 52 sono donne. Degli stranieri, 134 sono musulmani, 85 europei, 7 sudamericani, 5 asiatici e 10 sudsahariani mentre delle donne, 31 sono italiane e nessuna mussulmana.

Nel corso dell’ultimo anno, poi, sono stati erogati 8.838 pasti e, considerando 253 giornate di apertura effettiva, sono ben 35 i pasti giornalieri completi porzionati dalla cucina. Dei 381 utenti del 2015, 222 persone sono senza fissa dimora, 79 abitanti ad Albenga, 6 di Ceriale, 6 di Cisano, 4 di Loano, 4 di Ortovero, i restanti da altre località. Sono poco più di 20 gli assidui frequentatori che ogni giorno si presentano al pranzo. Nel mese scorso, dicembre, sono stati erogati 774 pranzi di cui 416 a persone italiane, 316 a marocchini, 13 a tunisini, 11 a rumeni e 11 a ucraini.

Un servizio, la tavola del cuore, che riceve tante donazioni consistenti in forniture di alimenti che vengono poi utilizzati per la cucina. Per il parroco del Sacro Cuore, don Gigi Lauro, questo progetto rappresenta uno strumento per “essere in sequela a Gesù che è venuto per i poveri (che poi li siamo tutti). Il bene non ha mai daneggiato nessun uomo qualunque sia. Già troppe volte la mancanza di misericordia nella storia del nostro cristianesimo ha fatto grossi guai”.

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