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Albenga, ecco il progetto “Maria Pia” per l’accoglienza di bambini e adolescenti in difficoltà

A precisare gli scopi dell'iniziativa è il responsabile dell'associazione SJAMo Claudio Leucci

Albenga. Una iniziativa di promozione e tutela dei diritti umani dei bambini e delle famiglie attraverso un’azione di prevenzione e lotta al disagio sociale al fine di realizzare un’attività di sensibilizzazione e socializzazione della nostra Comunità locale e di orientamento e sostegno a singole persone o famiglie che si rendono disponibili all’accoglienza di minori (affido familiare ed adozione) e supporto a nuclei familiari in difficoltà.

Sono questi gli obiettivi di “Maria Pia”, il progetto di accoglienza di famiglie, bambini e adolescenti in difficoltà mediante l’adozione e l’affido promosso dall’associazione SJAMo. A precisare gli scopi dell’iniziativa è il responsabile Claudio Leucci, che tra l’altro precisa come “l’associazione Sjamo ha collaborato nel corso degli anni con precedenti amministrazioni ed ha ottenuto dall’amministrazione guidata da Rosy Guarnieri un contributo di mille euro come da delibera 196 del 22 giugno 2010”.

Le finalità del progetto verranno raggiunge mediante diverse iniziative: sensibilizzare la comunità, informare le famiglie interessate all’accoglienza; sviluppare per gli interessati percorsi di orientamento su affido, adozione e sostegno familiare; collaborare con la rete sociale di risorse presenti sul territorio (sia operatori pubblici che privati); sostenere le famiglie accoglienti nel processo d’integrazione nel nuovo contesto socio-familiare; implementare gruppi di auto mutuo aiuto per le famiglie accoglienti.

Questo progetto, che in passato si chiamava “Fare Accoglienza”, è stato avviato per la prima volta sul nostro territorio nell’anno 2008, in collaborazione tra alcune associazioni locali che avevano aderito al progetto: associazione SJAMo, Centro Ascolto Caritas, Ctp (Centro Territoriale Permanente), associazione Centro Scuola e Territorio, cooperativa sociale Jobel, Accademia Kronos, Acli Savona, KiKoa (Bottega equa e solidale), Comitato Pari Opportunità del Comune di Albenga, associazione Pro Famiglia (Consultorio Cattolico), ed altre.

“Per inciso – spiega ancora Leucci – l’assessore Simona Vespo ha conosciuto il progetto sin dalla sua nascita, all’epoca era responsabile del Comitato Pari Opportunità del Comune di Albenga. Lo scorso anno aveva manifestato l’interesse per il Comune di aderire a questo progetto come risposta alternativa ai Centri di accoglienza, peraltro molto onerosi per la Comunità, favorendo un’azione di prevenzione e supporto a famiglie in difficoltà o l’inserimento provvisorio di bambini in famiglie affidatarie”.

“Negli anni successivi il progetto ha visto l’ingresso di altre associazioni del nostro territorio come Il Volo della Gabbianella, il Consultorio Familiare dell’Asl2 di Albenga, il Distretto Socio-Sanitario di Albenga, il Comitato Donne e Mamme Musulmane della Liguria, l’associazione culturale Usei di famiglie ecuadoriane, l’associazione Famiglie per l’Accoglienza, il Cesavo (Centro di servizi al volontariato) di Savona, il Comune di Albenga, la Regione Liguria.

“Dal punto di vista operativo il progetto fa riferimento ad un gruppo di lavoro formato da rappresentanti delle associazioni partners, che si occupa di programmare e sviluppare sul nostro territorio le attività di sensibilizzazione ed orientamento delle persone e famiglie interessate all’accoglienza; alla fine di questo percorso i loro nominativi vengono passati ai Servizi Sociali del Comune e del Consultorio famigliare di Albenga che potranno utilizzarli su specifiche necessità del territorio. Il progetto si ferma a queste attività e non entra in merito alle attività proprie dell’affido familiare o dell’adozione che sono competenza esclusiva dei Servizi Sociali del Comune di Albenga e del Consultorio Familiare oltre che del Tribunale per i Minorenni di Genova”.

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