IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Adottata da piccola, a 73 anni cerca i genitori biologici: Maria Cellino alla scoperta delle sue origini

E' nata a Savona, in via Paolo Cappa 3 alle 17 del 15 aprile 1942. Da neonata fu presa in custodia da brefotrofio provinciale di Savona

Savona. E’ stata adottata quando aveva solo tre anni. Pur vivendo un’infanzia e una vita felice con la sua nuova famiglia, che l’ha cresciuta e educata con amore, ha sempre desiderato sapere chi fossero i suoi veri genitori e se avesse o meno fratelli e sorelle con cui condividere, seppure tardivamente, la propria esistenza. E così ha cominciato a cercare, scontrandosi con gli ostacoli della burocrazia e una serie di leggi all’apparenza poco sensate le quali impediscono alle persone di conoscere le proprie origini.

Sta cercando sé stessa Maria Cellino, la 73enne residente a Pietra Ligure che ormai da qualche anno sta portando avanti una vera e propria indagine per riuscire a rintracciare i suoi genitori biologici, la coppia che più di mezzo secolo fa le ha dato la vita e che poi, per ragioni mai stabilite, non ha potuto tenerla con sé.

Ad aiutarla nell’impresa c’è sua figlia Cristina e suo genero: “Maria ha sempre avuto il desiderio di conoscere i propri genitori naturali – spiegano – Ogni volta che in televisione si imbatte in qualche programma televisivo in cui vengono raccontate vicende famigliari simili alla sua questo desiderio si fa più forte. Purtroppo ha sempre dovuto fare i conti con un certo imbarazzo per la sua ‘condizione’ di bambina adottata. Noi abbiamo sempre cercato di spiegarle che non c’è alcun motivo per provare vergogna, dato che non è colpa sua, ma nonostante le nostre rassicurazioni ha sempre un po’ di difficoltà”.

Cristina e il suo compagno stanno cercando di aiutare Maria a rintracciare i suoi genitori: “Purtroppo la cosiddetta ‘legge dei 100 anni’ vieta di conoscere l’identità della madre biologica prima di un secolo se questa, lasciando il proprio neonato all’adozione, ha chiesto di restare anonima. E’ una legge insensata: un bambino adottato può sapere chi siano i suoi veri genitori quando magari è passato a miglior vita. In parlamento è in discussione una modifica che ridurrà questo lasso di tempo, ma intanto noi ci siamo dovuti arrangiare seguendo altre strade”.

Cristina e il suo compagno hanno scoperto che Maria è nata a Savona, in via Paolo Cappa 3 (“In quello che pensiamo sia l’istituto della purificazione, ma non ne siamo sicuri) alle 17 del 15 aprile 1942. E’ stata battezzata nella chiesa di Sant’Andrea il 23 aprile. Da neonata fu presa in custodia da brefotrofio provinciale di Savona, dove rimase fino all’età di tre anni, dopodiché fu adottata. Le indagini, quindi, sono partite da questi elementi. E presto si sono dovute scontrare con una serie di difficoltà burocratiche.

Provincia - Palazzo Nervi

“Il brefotrofio era provinciale, quindi come prima cosa ci siamo recati a Palazzo Nervi in cerca di informazioni – spiegano – Qui abbiamo presentato domanda per visionare la pratica di Maria. Dopo qualche giorno ci è stato consegnato un atto di nascita e i nominativi dei testimoni. Sull’attestato, però, non era indicato il nome della madre biologica. A questo punto siamo andati in Comune: a Palazzo Sisto ci hanno consigliato di rivolgerci al tribunale di Savona. Qui ci hanno detto di chiedere la consulenza di un avvocato e di chiedere al giudice di poter accedere ai documenti coperti da questa famosa legge dei 100 anni. Il giudice ci ha autorizzato a visionare il fascicolo”.

Purtroppo, però, il risultato è stato quasi una beffa: “L’unico documento a cui abbiamo potuto accedere era un altro certificato di nascita con le stesse informazioni che avevamo ottenuto in Provincia. Ci siamo rivolti anche all’Asl, ma anche in questo caso non abbiamo ottenuto risultati. Ora il nostro avvocato ha deciso di contattare il tribunale dei minori di Genova. Speriamo di poter avere qualche risposta in tempi brevi”.

tribunale minori di genova

Nel frattempo, Cristina e il compagno hanno proseguito le “indagini” per conto loro: “Da soli – spiegano – siamo riusciti a rintracciare i testimoni della nascita di Maria e anche l’ostetrica che l’ha aiutata a venire al mondo. Purtroppo erano già tutti defunti, quindi non ci sono stati di aiuto nella nostra indagine”.

Sono state battute anche altre strane più “moderne” e contemporanee: “Su Internet e su Facebook ci sono tanti siti e tanti gruppi composti da persone che cercano i loro genitori biologici. Alcuni ci sono anche riusciti sfruttando la legge dei 70 anni, che autorizza la divulgazione dei dati entro quell’arco di tempo. Ma sono casi rari, purtroppo. Occorre procedere altre strade”.

Come ad esempio lanciare un appello su Internet e sui media: “Chiunque abbia informazioni utili, ci vuole conoscere e aiutare può contattare questo numero: 331.451.1523. Maria vuole solo conoscere l’identità di sua madre e suo padre. Speriamo che questo piccolo appello possa portare qualche contributo concreto alle nostre ricerche e farle finalmente scoprire chi siano i suoi genitori biologici”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Evangelizzatore

    Io avrei aspettato gli ottanta e poi avrei iniziato le ricerche… forse li ritrova decomposti in qualche ossario