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Prefettura salva, il Silp Savona rilancia: “Bene, ma ora aumentare gli organici”

Il sindacato di polizia della Cgil sottolinea le enormi carenze: "Bisogna intervenire sulle attrezzature, ma anche sul trattamento economico"

Savona. “Era del tutto sbagliato cancellare presidi essenziali di sicurezza, legalità e tutela sociale con un provvedimento che minacciava di chiudere ben 23 uffici territoriali (tra cui appunto quello di Savona)”. A dirlo è il segretario generale del Silp Daniele Tissone.

Dal Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia della Cgil si tira un sospiro di sollievo per la notizia del “salvataggio” della Prefettura di Savona come conferma il segretario provinciale Luigi Sanguinetti: “In questi giorni il ministro Alfano ha pronunciato la parola fine a mesi di angoscia, a mesi che abbiamo passato a chiedere, in tutti i modi, di non proseguire sulla strada di chiusura dei presidi di sicurezza. Con tutte le nostre forze siamo andati avanti, imperterriti, con comunicati stampa, presidi, manifestazioni di piazza e altro per far arrivare le nostre invocazioni nella stanza dei bottoni. Ora, possiamo finalmente dire di esserci riusciti”.

“Una pazzia sarebbe stata la chiusura della Prefettura di Savona, così come per le altre ventidue dislocate nelle varie regioni italiane. Questo però non può essere un punto di arrivo ma dovrà necessariamente essere il punto di partenza. La minaccia di attentati terroristici, da sempre attuale, si fa sempre più pressante. Il Giubileo è ormai iniziato e l’apparato di sicurezza dello Stato sta cercando di prevenire gli annunciati attacchi. Purtroppo, però, i suoi uomini sono sempre gli stessi” prosegue il segretario provinciale del Silp.

“Sono gli stessi di un anno fa, quando chiedevamo equipaggiamenti a norma, a partire da semplici pantaloni per arrivare alla sostituzione dei giubbotti antiproiettile, non solo inidonei per i tempi attuali, ma spesso scaduti. Proprio quest’ultimo argomento è stato recentemente tema di seguitissimi programmi televisivi. Non è cambiato nulla! Nessun giubbotto è stato sostituito! La minaccia, invece, si è fatta più vicina e ora i nostri operatori, quelli più esposti, quelli in prima linea, sulla strada, quelli più vicini al cittadino, sono ancora più vulnerabili. Non possiamo più attendere un solo istante” aggiunge Sanguinetti.

“Potrebbe significare far la conta di vite, non di numeri. Indispensabile incrementare l’organico delle Forze di polizia! Nuovi dispositivi di protezione individuale, metal detector ai varchi di accesso ai presidi di polizia, nuove autovetture e attrezzature per fronteggiare adeguatamente l’emergenza. Il tempo è anche scaduto per il riconoscimento di un adeguato trattamento economico. Impensabile chiedere altri sacrifici senza un cospicuo riconoscimento economico ai suoi uomini. Non i soliti spiccioli! Non è più il momento di risparmi, faremmo la cresta a scapito dei nostri uomini, dei cittadini e di tutti noi” conclude Luigi Sanguinetti.

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