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Varazze, Cerruti a Piancentini sul sistema informatico del Comune: “Così si infanga l’immagine della città”

"Ora è una rete sicura in grado di garantire la sicurezza dei cittadini"

Varazze. Ha deciso di replicare alle ultime “accuse” del vicesindaco di Varazze “a tutela del mio operato di ex assessore, dei dipendenti comunali coinvolti e soprattutto nei confronti dei cittadini”, l’ex assessore all’informatizzazione e consigliere comunale del gruppo “Amo Varazze” Gianantonio Cerruti. Al centro della polemica l’operazione di restyling del sistema informatico del Comune.

“Con comunicati zeppi di falsità – spiega Cerruti – il vicesindaco è disposto ad ‘infangare’ l’immagine della città e di tutto il comune pur di far notare e dimostrare le proprie abilità (dubbie e ancora da dimostrare) in materia di amministrazione pubblica. Il vcesindaco dimostra di avere memoria corta quando parla di informatizzazione comunale, in quanto faceva anche parte della precedente amministrazione, è anche stato consigliere delegato al web per quasi tre anni ed è stato parte molto attiva in tutte le scelte riguardanti l’ informatizzazione dell’ ente negli anni scorsi. A tal punto da suggerire alla precedente amministrazione comunale una serie di collaboratori di sua fiducia, che hanno anche ricevuto incarichi retribuiti, alcuni dei quali mi risultano essere stati in forza fino a qualche mese fa e con i quali continua ad avere rapporti di consulenza”

“La situazione lasciata dalla precedente amministrazione non era assolutamente drammatica e a rischio black-out informatico come qualcuno vuole far apparire. Era certamente una situazione di contingenza nota, causata della mancanza cronica di interesse dei precedenti amministratori (tra cui il sindaco Bozzano) nell’informatizzazione e dalla carenza di personale in un ufficio così importante per il funzionamento del comune, tuttavia non così grave da interrompere il funzionamento degli uffici e perdere dati di archivio fondamentali come più volte affermato pubblicamente da Piacentini”.

Le cose non stanno quindi come riferito dal numero due dell’amministrazione varazzina: “I server non erano obsoleti come riportato, erano stati sostituiti da circa 3 anni, il backup era perfettamente funzionante, per la sicurezza erano attivi firewall e antivirus, il locale Ced con il server centrale era già stato sistemato a norma di legge e climatizzato (ad essere precisi mancava soltanto l’installazione di una porta interna), il progetto della rete intranet delle scuole era già stato avviato ed è stato completato soltanto recentemente con grande ritardo, non mi risulta vi fossero il 97 per cento di licenze abusive e il 50 per cento dei software di progettazione non licenziato”.

“Noto invece grandi ritardi in una serie di progetti ambiziosi già finanziati, avviati e ad oggi interrotti tra cui: lo sportello del cittadino on-line, l’ estensione e potenziamento della rete varazze wi-fi in collaborazione con Telecom Italia con 30 hot spot acquistati e inspiegabilmente non collegati alla rete di alimentazione da più di un anno e mezzo, la mancata realizzazione delle riprese in streaming del consiglio comunale con tecnologia di archiviazione dati a norma di legge, l’ estensione del segnale digitale di TeleVarazze nelle frazioni dell’ entroterra tra cui Pero, Alpicella, Faje, Casanova”.

“Con quali competenze tecniche il vicesindaco esprime questo tipo di giudizi così denigratori? Forse con il parere di qualcuno che non aveva la minima conoscenza del sistema informatico comunale né referenza nel settore dell’informatizzazione pubblica? Da chi forse aveva anche interesse a ‘drammatizzare la situazione se non a peggiorarla’ per ricevere più volte l’ incarico per la gestione in emergenza dell’informatizzazione comunale senza un regolare bando di gara, cosa che dovrebbe avvenire per legge al fine di garantire la trasparenza dei procedimenti amministrativi, la tutela dei dati sensibili e riservati, l’economicità e il buon funzionamento del servizio? A tal proposito allego una foto scattata nel palazzo comunale e ricevuta recentemente, che individua il dossier ‘Casini dell’Orto’ che mi dicono esser stato redatto al fine di screditare la precedente gestione informatica e che la dice lunga sulla professionalità ‘esterna’ tuttora operante in comune”.

“Le dichiarazioni denigratorie del vicesindaco testimoniano il triste ‘gioco di potere’ che si sta attuando nel palazzo comunale per gestire i ‘dati sensibili comunali’ e per giustificare gli attuali ritardi nell’informatizzazione, dovuti principalmente all’incapacità della gestione di una rete infrastrutturale pubblica e ad individuare le risorse esistenti per finanziarli. Ricordo che l’amministrazione continua ad aumentare le tasse ed accantonare risorse in discarica (un milione e 600 mila euro nel 2014) anziché utilizzarle per migliorare l’ informatizzazione e non solo della città”.

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