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Truffe milionarie intorno a finanziamenti bancari: promotore finanziario condannato a 3 anni e 8 mesi

Alessandro Silvio Silverio è stato assolto dall'accusa di esercizio abusivo della professione e per alcune delle truffe contestate

Savona. Nel luglio del 2010 era stato arrestato dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Savona con l’accusa di truffa ed esercizio abusivo dell’attività e dell’intermediazione finanziaria. Questa mattina, per quella vicenda, un quarantasettenne originario di Alessandria, ma domiciliato a Varazze, Alessandro Silvio Silverio, è stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione e 1200 euro di multa.

All’imputato venivano contestati ben quattordici diversi episodi di truffa (per importi milionari), ma il giudice Laura De Dominicis l’ha condannato per tre delle imputazioni. In particolare per il raggiro a danno di un cittadino albanese residente a Savona al quale, secondo l’accusa, nel novembre 2008 Silverio aveva prospettato la possibilità di ottenere un finanziamento da un milione di euro dalla “Hong Kong Shanghai Bank” o dalla “Barclays Bank”. Un’operazione per la quale il promotore finanziario si era fatto consegnare 50 mila euro a titolo di garanzia per poi far perdere le sue tracce senza che l’investimento andasse a buon fine.

Un copione che, seppur con qualche differenza, si sarebbe ripetuto anche nelle altre due truffe per le quali è stato condannato: in un caso, presentandosi come un broker finanziario, si sarebbe fatto consegnare un totale di 101 mila euro (in varie tranche) promettendo ad un investitore di fargli ottenere un prestito da due milioni; nell’altro per aver incassato, tra il 2007 e il 2009, da due imprenditori friulani ai quali si era presentato come esperto di finanza internazionale un importo di circa 370 mila euro per poter accedere ad alcune operazioni di finanziamento (due contratti di mutuo per 2 milioni e 3 milioni sottoscritti a Lugano).

Silverio è stato invece assolto “perché il fatto non sussiste” dagli altri capi d’imputazione: undici truffe e l’accusa di esercizio abusivo della professione finanziaria. L’uomo, che era assistito dall’avvocato Vittorio Manduca, è stato anche condannato al pagamento di una provvisionale da centomila euro ciascuno per i due imprenditori che si erano costituiti parti civile nel processo (il risarcimento del danno definitivo sarà da quantificare in sede civile).

Secondo l’ipotesi delle Fiamme Gialle, che avevano indagato su di lui, il modus operandi di Silverio era semplice: prospettava ai “clienti”, molti dei quali erano in precarie condizioni di liquidità, la possibilità di accedere a cospicui finanziamenti, nell’ordine di diversi milioni di euro, attivandosi presso Istituti di Credito operanti prevalentemente fuori dal territorio nazionale. A quel punto, una volta ottenuti gli anticipi dai beneficiari delle operazioni finanziarie, Silverio avrebbe intascato i soldi per poi sparire.

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