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Teoria del Gender, Arcigay interviene sulle mozioni del consiglio regionale

Regione. “Il 27 ottobre 2015 il Consiglio regionale ligure ha approvato due mozioni con le quali si dovrebbe vietare l’entrata nelle scuole della cosiddetta ‘Teoria del Gender’. Basta una semplice lettura delle descrizioni di tale fantomatica teoria per rimanere stupiti”. A parlare sono gli esponenti liguri di Arcigay che hanno voluto fare alcune precisazioni in merito all’iniziativa della Regione.

“Un’associazione come Arcigay, che da anni si impegna a lottare per i diritti di chi ama persone dello stesso sesso, non può certo pensare che maschio e femmina siano uguali. Non condividiamo quindi tale pensiero. Eppure il voto di ieri ci preoccupa molto, perché il nostro lavoro educativo nelle scuole potrebbe essere messo in difficoltà proprio dall’accusa d’esserne sostenitori. Il nostro lavoro con studenti e studentesse ha il preciso scopo di prevenire il bullismo omofobico e di aiutare a preservare la crescita emotiva e fisica di ognuno e di ognuna. Queste attività sono inoltre utili nel lungo periodo ad evitare episodi gravi come quello recentemente avvenuto proprio a Genova” spiegano Claudio Tosi, di Approdo Ostilia Mulas, Comitato Territoriale Arcigay Genova, Mirko Principato di Apertamente Comitato Territoriale Arcigay Savona, e Marco Antei, di M.I.A. Movimento Imperiese Arcobaleno, Comitato Territoriale Arcigay Imperia.

“Ci chiediamo chi siano i reali sostenitori di questo apparente complotto. Ma sospettiamo che la risposta sia ‘nessuno’. La sua diffusione pare essere opera esclusiva delle associazioni estremiste che la ‘combattono’. Alla Regione Liguria chiediamo di rispettare gli impegni dovuti all’adesione alla Rete RE.A.DY e di non dimenticare d’aver guadagnato il titolo di regione che difende i diritti delle persone LGBT grazie alla L.R. 52/2009 (‘Norme contro la discriminazione determinante dall’orientamento sessuale o dell’identità di genere’). Nel rispetto di tali impegni, chiediamo quindi a Regione Liguria di avere cura di non alimentare la confusione opponendosi a teorie inesistenti. Una istituzione così importante ha infatti il compito di diffondere con grande attenzione informazioni corrette” concludono Tosi, Principato ed Antei.

Più dura la posizione di Equality Italia, rete per i Diritti Civili. Aurelio Mancuso e Damiano Fiorato, Presidente Nazionale e Referente Regionale spiegano come l’approvazione non possa “non essere stigmatizzata e deve essere riguardata per quello che è, cioè una apodittica adesione a una lotta contro una fantamasgorica “Teoria Gender” finalizzata esclusivamente a fidelizzare il voto dei settori più retrivi dell’integralismo religioso e a bloccare nelle scuole le azioni positive contro il bullismo omofobico”.

“L’attuale maggioranza, discostandosi da tante voci ragionevoli del mondo cattolico, ha voluto caratterizzarsi ideologicamente come estremista ed integralista. Confidiamo che la Giunta Toti non macchi il proprio mandato seguendo questa deriva”.

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