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Tentata estorsione ad un cuoco, le difese all’attacco: la presunta vittima è “inaffidabile”

Uno degli imputati si è difeso raccontando la sua verità: "C'era un accordo per risarcire Fotia per i danni alla moto"

Savona. Nuova udienza questa mattina per il processo che vede a giudizio Francesco Fotia, Giuseppe Criaco e Igor Barbino con l’accusa di tentata estorsione ad E.D., un cuoco savonese. Il primo ad essere ascoltato in aula è stato proprio uno degli imputati, Igor Barbino, che ha raccontato la sua verità sull’accaduto.

“Nel luglio del 2013 io e il cuoco abbiamo fatto un incidente con la moto d’acqua di Francesco Fotia. Appena siamo usciti dal porto di Savona abbiamo impattato contro un’onda ed E.D. si è fatto male alla schiena. Siamo tornati verso il gommone dove c’era Fotia con la moto che andava al minimo, nell’impatto si era rotto qualcosa. Visto che abbiamo fatto un danno, eravamo d’accordo per risarcire Fotia e infatti io ho pagato la mia parte, ovvero 3600 euro. Lo stesso avrebbe dovuto fare E.D. dopo aver incassato il risarcimento dall’assicurazione per essersi fatto male. Era una sorta di impegno morale” ha spiegato Barbino.

Secondo l’imputato, il cuoco inizialmente si era impegnato a pagare la sua parte, salvo poi cambiare idea all’improvviso: “Dopo il 30 dicembre scorso, quando ci saremmo dovuti vedere per sciogliere la nostra società davanti al notaio, lui ha cambiato idea. Fino a quel giorno lì il problema non sussisteva e io sinceramente fino ad inizio dicembre non avevo più visto né lui né Fotia e quindi non sapevo che non gli avesse dato quei soldi. Quando avevo incontrato Fotia per chiedergli se mi prestava due cartelli stradali per dei lavori che stavo facendo, era venuto il discorso di E.D. e mi aveva raccontato che non gli aveva più dato i soldi e che non riusciva a contattarlo. Allora gli avevo detto che gli avrei parlato quando lo vedevo dal notaio, ma io avevo detto a Fotia di non venire a quell’incontro” ha riferito Barbino.

Una tesi contestata dal pm Chiara Venturi secondo cui Barbino, difeso dall’avvocato Daniela Giaccardi, faceva attività di “convincimento” perché il cuoco desse i soldi a Fotia, assistito dall’avvocato Pino Mammoliti. L’imputato però ha ribadito di essere estraneo alla richiesta di denaro fatta ad E.D.: “Io lo cercavo per motivi personali visto che avevamo costituito una società, ma lui era sparito senza occuparsi della nuova attività che dovevamo aprire. La decisione di escluderlo dalla società è stata presa quando ha litigato con il terzo socio: E.D. gli ha preso di nascosto l’auto e l’ha danneggiata. A quel punto il mio socio non si fidava più di lui”.

Terminata l’audizione dell’imputato, sono stati sentiti altri testimoni della difesa tra cui la mamma di Barbino, ma anche la ex moglie ed il suocero del cuoco, oltre che un suo conoscente di vecchia data. Nelle diverse deposizioni la presunta vittima di estorsione è stato descritto come “inaffidabile”, ma è emerso anche che faceva uso di stupefacenti.

In particolare la ex compagna dell’uomo ha raccontato che “ha sempre avuto dei vizi” e che non ha pagato dei debiti dei quali si sono fatti carico lei e il padre. “Dal 2010 non paga il mantenimento di sua figlia con la quale non ha quasi contatti” ha aggiunto la testimone confermando anche che l’ex marito assumeva sostanze alcoliche e forse anche di altra natura. Un aspetto che è stato confermato anche da un conoscente di E.D., che davanti al giudice ha spiegato: “In diverse occasioni abbiamo consumato cocaina insieme. Ci incontravamo al bar e poi facevamo serata bevendo e consumando droga”.

Per quanto riguarda la testimonianza della mamma di Barbino, la signora si è limitata a raccontare che il cuoco “avrebbe dovuto seguire i lavori della nuova attività di mio figlio, ma è sparito”. “Quando Igor è tornato in carcere, E.D., che era in società con lui, avrebbe dovuto aiutare nella gestione del locale, ma invece non si è mai visto” ha confermato la madre dell’imputato.

Il processo è stato rinviato al prossimo 2 novembre per ascoltare gli ultimi testimoni della difesa. La discussione è stata invece fissata per il 16 dicembre.

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