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Tagli ai comuni, l’allarme del sindaco di Sassello: “Servizi a rischio, situazione insostenibile”

Per un piccolo comune come Sassello 875 mila euro di fondi trattenuti o vincolati dallo Stato

Sassello. E’ sempre allarme per i piccoli comuni dell’entroterra sui tagli per gli enti locali contenuti nella Legge di Stabilità del Governo. Il sindaco di Sassello, Daniele Buschiazzo, lancia un grido di allarme: “L’art. 47 della tanto decantata legge finanziaria 2016 prevede un ulteriore taglio ai Comuni di 300 milioni di euro. Questi 300 milioni si sommano a quelli previsti dal d.l. 66/2014 e dalla legge di stabilità 2015”.

“Il Governo si fa bello distruggendo il sistema delle autonomie locali. Credo che al di là dei tanti annunci questo taglio creerà molti problemi a chiudere il bilancio 2016 anche agli enti che hanno un bilancio sano. O meglio, sarebbe più corretto dire che i bilanci si chiuderanno, ma con gravi tagli ai servizi che i Comuni erogano. I Sindaci stanno diventando responsabili di tutto e per di più ora fanno da parafulmine alle inefficienze dello Stato, in quanto a causa dei tagli e dei vincoli alla finanza pubblica, in un meccanismo perverso, diventano i responsabili della mancata erogazione di servizi. Non il Governo che taglia, ma i Comuni che non fanno (o meglio, che sono impossibilitati a fare)” aggiunge il primo cittadino di Sassello.

“Nell’anno in corso, lo Stato ha trattenuto al Comune di Sassello (1830 abitanti per 100 kmq), su 1 milione e 800 mila euro, 683 mila euro. A questo “sacrificio”, si devono aggiungere i 192 mila euro del Patto di Stabilità (ammortizzati in parte durante l’anno dalla sottrazione del fondo crediti di dubbia esigibilità e dalla verticalizzazione del patto con la Regione). La somma fa 875 mila euro di fondi trattenuti o vincolati dallo Stato: quasi la metà dei tributi che vengono incassati, alla faccia del federalismo!”.

“Dall’insediamento del Consiglio che presiedo, nel 2013, Giunta e Consiglio non percepiscono indennità, gettoni e rimborsi spese. Facciamo gli amministratori locali “a nostre spese”, non perché ci sentiamo dei “martiri”, ma per una necessità: per non tagliare spese che riteniamo più necessarie (scuole, ospedale Sant’Antonio, ecc.). Dal 2016 non so se questo sacrificio sarà ancora sufficiente”.

“Auspico che, durante la discussione parlamentare della legge di stabilità, l’Anci e i nostri parlamentari si facciano sentire, perché la situazione rischia di diventare davvero insostenibile non tanto per noi sindaci, che ormai ci siamo abituati a fare da capro espiatorio a qualsiasi cosa, quanto per i nostri cittadini che rischiano di vedersi tagliare quei pochi servizi che gli rimangono” conclude il sindaco Buschiazzo.

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