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Scuole chiuse al sabato: prove di accordo tra Provincia e liceo Chiabrera

L'istituto ha proposto di accollarsi le spese per l'accensione dei termosifoni in modo da poter fare lezione

Provincia. Mezz’ora di muro contro muro, poi la proposta che pare soddisfare tutti. Si è concluso piuttosto positivamente l’incontro tenutosi questa mattina nella sede della prefettura di Savona a proposito dell’apertura anche al sabato del liceo “Chiabrera”. All’incontro erano presenti il vice prefetto Giuseppe Montella, il consigliere provinciale delegato Federico Larosa, il dirigente scolastico Alfonso Gargano e il provveditore agli studi Aureliano Deraggi.

La questione è nota: una delibera di Palazzo Nervi ha stabilito, per esigenze economiche, la chiusura degli istituti superiori al sabato. La decisione era stata contrastata da quattro istituto superiori savonesi. Di questi, l’unico a restare sulla sua posizione di contrarietà era il liceo savonese, da mesi in lotta per tenere aperto anche al sabato mattino.

Il Tar, chiamato in causa proprio dal liceo Chiabrera, ha già respinto la richiesta di sospensiva del provvedimento adottato dalla Provincia che resta, quindi, da un punto di vista amministrativo valido in attesa di una sentenza definitiva. Questa mattina le parti si sono riunite per cercare di arrivare un compromesso. Che pare stato trovato.

“L’incontro è stato utile e positivo – spiega Larosa – Dopo un iniziale muro contro muro, la dirigenza della scuola ha avanzato una proposta: visto che il problema era dato dai costi relativi al riscaldamento delle aule, l’istituto si accollerà le spese per l’accensione dei termosifoni al sabato (che saranno defalcate dal contributo erogato dalla Provincia) e terrà aperto sei giorni a settimana ancora per quest’anno. Questo in modo da poter organizzare la ‘settimana corta’ a partire dall’anno scolastico 2016/2017″.

Insomma, l’istituto savonese pagherà di tasca sua le spese per il riscaldamento acceso al sabato e così le lezioni si potranno tenere regolarmente. Una proposta che la Provincia pare intenzionata almeno a valutare: “Ovviamente – prosegue Larosa – prima di poter dire che accettiamo questa idea dovremo fare alcune valutazioni tecniche. Di certo, se l’accetteremo chiederemo alla scuola di ritirare il ricorso al Tar e di impegnarsi per organizzare la chiusura al sabato già a partire dal prossimo anno. Tale proposta mette l’amministrazione provinciale in una posizione di forza: la decisione, a questo punto spetta a noi. Se non accetteremo, la scuola dovrà chiudere al sabato”.

La questione non riguarda solo i costi: “I ragazzi non possono fare lezione al freddo e noi dobbiamo essere chiari con le famiglie – spiega ancora il consigliere provinciale – Se decideremo di accettare la proposta della dirigenza scolastica, lo faremo per andare incontro agli studenti e tutelarli al massimo”.

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