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Savona, Rifondazione ribadisce il no alla Margonara: “Rispettare sentenza, ma progetto inaccettabile” fotogallery

Savona. “La sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dall’imprenditore Gambardella che riapre il discorso sul progetto del porto turistico della Margonara è accolto con estremo disappunto dal Partito della Rifondazione Comunista e da tutti quei cittadini che negli anni avevano manifestato la loro contrarietà creando anche una rete che si è mobilitata ed è stata estremamente vigile in tutto questo tempo contro lo scempio ideato per la zona mare tra Savona e Albissola Marina”. E’ il commento della sezione savonese di Rifondazione Comunista sulla sentenza del Consiglio di Stato.

“Un progetto che era e rimane inaccettabile – accusano – in quanto l’incompatibilità ambientale del porto della Margonara non è un problema aggirabile, ma un dato di fatto, tenuto conto della bellezza del sito e delle sue valenze paesaggistico-ambientali.
Rifondazione Comunista, da sempre contraria alla realizzazione del porto turistico della Margonara e tra i protagonisti che riuscirono ad affossare il progetto nel 2011, riafferma con forza il proprio no al piano”.

“Il pronunciamento del Consiglio di Stato deve essere rispettato – ammette il segretario provinciale Fabrizio Ferrero – ma esso non implica affatto, come qualcuno vorrebbe far credere, un automativo via libera al progetto che ha visto un fronte trasversale e ampio di opposizione alla sua realizzazione, condiviso dalla stragrande maggioranza dei cittadini di Savona e Albisola. La politica col suo ruolo programmatorio, pur nel rispetto della sentenza deve infatti comunque intervenire per fermare, in questo nuovo scenario, progetti ormai superati e non confacenti con il rispetto e la tutela dell’ambiente, proponendo eventuali soluzioni sostenibili di siti alternativi che lascino intatto il sito della Margonara”.

“Il discorso sulla riqualificazione dell’ambiente può essere affrontato, ma nel rispetto delle caratteristiche naturali della zona e nella consapevolezza di una contrarietà più assoluta a nuovo cemento e speculazione, in una Regione che è stata fin troppo sfruttata dalla cementificazione e che non ha bisogno di nuovi porti turistici”, concludono.

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