IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Savona, progetto forni crematori: Arecco (Lega Nord) chiede commissione di indagine

Savona. Una commissione di indagine comunale sul progetto della cremazione presentato da Ata in commissione e che ha generato non poche polemiche su costi e dimensioni, con l’approvazione della maggioranza e i consiglieri di minoranza che hanno invece abbandonato la seduta in segno di protesta. Lo chiede il consigliere comunale di opposizione Massimo Arecco (Lega Nord).

“Dal punto di vista economico, il gusto architettonico sfarzoso con cui è stata concepita l’intera struttura che ospita la sala del commiato, incide con un costo considerevole sulla totalità dell’opera. Una soluzione progettuale più essenziale e raccolta avrebbe consentito un risparmio quantificabile, indicativamente, in centinaia di migliaia di euro. La città di Savona può permettersi un simile investimento complessivo? Personalmente ritengo che la risposta sia negativa, sia per ragioni legate al numero di cremazioni previste e prevedibili in futuro, sia per l’investimento necessario, sia per i tempi dell’ammortamento di un simile impianto” afferma l’esponente savonese del Carroccio.

“Il bilancio di ATA descrive, al 2014, un indebitamento con le banche per mutui già contratti pari a 4 milioni e 565mila euro, a cui se ne aggiungerebbe uno ulteriore di oltre 2 milioni e 500 mila euro per realizzare il nuovo impianto per la cremazione. Rammento che, al 2014, da bilancio, la disponibilità liquida dell’azienda è di circa 300.000 euro, a fronte di un debito con i fornitori di quasi 4 milioni di euro e crediti vantati nei confronti dei Comune di Savona e di Pietra, pari a oltre 3 milioni di euro”.

“A fronte di tale situazione finanziaria e a seguito di detto ulteriore investimento, il mio timore è che i fornitori che vantano crediti nei confronti di ATA, corrano il rischio di vedere ulteriormente dilazionato nel tempo il pagamento della totalità delle somme attese. Al contempo, il ritorno occupazionale previsto per la gestione dell’impianto sarebbe minimo, e dovrebbe essere integralmente acquisita esperienza nello specifico settore. Questo ulteriore, ultimo, aspetto potrebbe non costituire un solido presupposto di successo futuro e potrebbe essere severamente valutato dagli istituti bancari chiamati a garantire l’apertura del nuovo, sopravveniente, credito”.

“La soluzione quale sarebbe potuta essere? Ritengo che l’affidamento della costruzione e della gestione del nuovo forno crematorio avrebbe dovuto essere ponderato con maggiore criticità da parte dei membri della commissione comunale ed avrebbe richiesto modalità e tempi di valutazione adeguati circa l’affidamento, tali da consentire raffronti con altre proposte progettuali e con ulteriori offerte economiche. Al contempo, non intravedo le motivazioni per le quali sia stata scartata a priori la possibilità di gestione diretta dell’impianto da parte del Comune stesso”.

“Tali circostanze hanno obbligato il sottoscritto ad allontanarsi dalla sala della commissione al momento della votazione, nel timore che, in futuro, in merito al comportamento dei consiglieri votanti, possano essere sollevati addebiti sull’intera operazione di affidamento dell’appalto”.

“Ripeterò analoga procedura di allontanamento spontaneo al momento del voto, allorquando la pratica verrà discussa in sede consiliare” conclude Arecco.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.