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Savona, nuovi forni crematori: è scontro in commissione. M5S: “Un regalo per Ata”

Savona. Bagarre e polemica a Palazzo Sisto sul progetto dei nuovi forni crematori assegnato ad Ata, con la pratica oggi all’esame della commissione consiliare. L’azienda ha presentato la documentazione economica e progettuale, che prevede due nuovi forni e il restyling dei due attualmente operativi, un progetto da 2,7 mln di euro e che secondo le minoranze è “assolutamente sovradimensionato” rispetto allo steso piano aziendale previsto per i prossimi anni e che nasconde dubbi e perplessità.

“Lo dicono i numeri del Comune stesso: negli anni di maggior cremazioni ne sono state fatte 1.500, nel 2011 ad esempio, con un utile per il Comune vicino ai 400.000 euro. Poi man mano, nei tre anni successivi, siccome i due forni hanno avuto problemi, il Comune ha deciso di non accettare più cremazioni da fuori città, diminuendo le cremazioni da 1.500 a 700: guadagno diminuito, sceso a 100.000 euro” afferma il M5S savonese.

Il Movimento 5 Stelle è andato giù duro sul progetto: “Si vuole far realizzare due nuovi forni e affidare una gestione per 20 anni ad Ata, con una spesa di 2,7 mln di euro, per spingere l’azienda pubblica savonese a finanziarsi con un mutuo. Per gestire 1.500-1.600 cremazioni, ma anche oltre 2.000, basta un solo forno di nuova generazione, che costa 500-600 mila euro; anche aggiungendo una sala del commiato non si arriverebbe mai a spendere le cifre folli di cui stiamo parlando. E poi se basta solo un forno, perché se ne vogliono fare due nuovi più la manutenzione straordinaria a quelli vecchi, che costerebbe in totale 550-600.000 euro, come un forno nuovo?”.

“Due forni nuovi più il revamping dei due vecchi permetterebbe più di 5.000 cremazioni all’anno, un numero spropositato! Nel piano economico finanziario presentato da Ata è indicato anno per anno il numero di cremazioni previste: si parte il prossimo anno con 1.200-1.300 salme per arrivare, tra 20 anni, a 1.800. Davanti a questa pianificazione è evidente che l’impianto è decisamente sovrastimato” sottolinea ancora il M5S.

“Il motivo è che se si facesse un forno solo potrebbe farlo il Comune, magari con un bando pubblico, mentre prevedendone quattro si è obbligati a rivolgersi altrove, ad una azienda come Ata. E così il Comune rinuncia, secondo il piano economico dell’azienda, a un guadagno stimabile in 20 anni di 6 milioni di euro”.

“O sono troppi i forni o il piano economico è al ribasso…Se il piano è vero il Comune regala ad Ata 6 milioni di euro, se invece i forni venissero utilizzati a regime il guadagno sarebbe ancora maggiore. Sospettiamo, quindi, che la situazione debitoria di Ata induca il Comune a dare in gestione i forni ad Ata, perché così potrebbero accendere un mutuo, denaro fresco per gestire le spese contingenti dell’azienda”.

“Questa è un’operazione contraria al buonsenso e ai criteri di efficienza ed economicità: il Comune non ci guadagna, i cittadini nemmeno perché affidando il servizio ad Ata ci sarà un incremento del prezzo. Conviene solo all’azienda pubblica savonese…”.

Nel corso della commissione consiliare il M5S ha espresso dubbi sulla legittimità stessa dell’assegnazione diretta ad Ata, “anche perché già nel 2011 l’azienda era stata oggetto di forte critiche da parte degli ispettori ministeriali che hanno rilevato la mancanza di controllo analogo da parte del Comune sulla partecipata, controllo essenziale per poter fare assegnazione diretta”.

Quindi, è stata chiesta la sospensione della pratica e un parere preventivo ad Anac, l’ente a cui compete la vigilanza su contratti pubblici. L’amministrazione comunale può, infatti, chiedere un parere preventivo di legittimità. “Noi non siamo per la privatizzazione, vogliamo che la cremazione resti pubblica e gestita dal Comune; se proprio si vuole assegnare ad Ata (cosa che noi contestiamo) che almeno si facciano verifiche per evitare problemi futuri ai consiglieri che potrebbero adottare un provvedimento non legittimo” conclude il M5S.

Alla fine il M5S e i gruppi di minoranza hanno abbandonato i lavori della commissione consiliare, mentre la maggioranza votato a favore della pratica che adesso andrà all’esame del Consiglio comunale.

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