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Savona, incontro tra sindaco e Vigili del Fuoco: “Siamo pronti a dare guerra”

Savona. “Un incontro che ha sottolineato la debolezza esistente del Soccorso Tecnico Urgente”. Con queste parole l’Unione Sindacale di Base dei Vigili del Fuoco definisce l’incontro di questa mattina con il sindaco di Savona Federico Berruti.

“Abbiamo illustrato al sindaco le problematiche strutturali che colpiscono una categoria usurata dai continui tagli imposti dalla spending review – raccontano i sindacati – I pompieri sono allo stremo e oggi hanno anche sulle spalle un riordino che stabilisce lo smantellamento del corpo nazionale, una garanzia che il cittadino deve pretendere. Abbiamo illustrato che non è possibile essere presenti sul territorio con un concetto di produttività del soccorso (1/10000 a Savona), ma bensì in base al rapporto cittadino/pompiere (in Europa 1/1000 abitanti)”.

“Siamo pronti a dare guerra – chiariscono – ad una riorganizzazione del Ministero dell’Interno, dove Savona risulta essere nel mirino dei tagli. Inaccettabile diventare polo di serie B, dove il lavoratore dovrà esiliare a Imperia, unico comando su un litorale di più di 150 km di costa. La denuncia impone delle riflessioni e il sindaco Berruti ha analizzato con grande attenzione la precarietà della risposta che i vigili del fuoco daranno con queste ‘razionalizzazioni’. Una caserma nuova che ha una storia infinita rimarrà una scatola cinese”.

“L’impegno preso dal rappresentante dei cittadini è stato confermato con una azione politica che si opporrà alla scomparsa del Comando dei Vigili del Fuoco di Savona – fanno sapere dall’Usb – Noi non ci fermiamo e ci organizzeremo per ristabilire la centralità che deve avere il cittadino, anello debole del sistema basato sul rafforzamento dei poteri forti e non sul miglioramento della qualità della vita delle persone su un territorio devastato dal dissesto idrogeologico”.

“All’incontro c’era anche un rappresentante dei precari che ha sollevato il problema del licenziamento definitivo di 40000 lavoratori, una fonte di professionalità che la politica ha voluto cancellare, invece di immetterla nel mondo del soccorso mediante stabilizzazioni”, concludono.

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