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Savona, il mistero del sondaggio telefonico: sei nomi per il Pd, ma tutti contro Vaccarezza

E l'ex presidente della provincia provoca: "E' il minimo, ce ne vogliono almeno 6 del PD per fare me..."

Savona. “Pronto, sa chi è il sindaco di Savona?”. In tanti hanno ricevuto una telefonata simile in questi giorni. Un sondaggio di Ipsos che sembra avere, in realtà, l’obiettivo di dipanare l’intricata matassa del totosindaco nel centrosinistra: la domanda successiva, infatti, è se si conoscano altri sei nomi, tutti in orbita Pd e tutti, a loro modo, “papabili”. Sono l’attuale vicendaco Livio Di Tullio, l’assessore uscente Isabella Sorgini, l’ex vicesindaco Paolo Gaggero, l’ex assessore Franco Aglietto, l’ex assessore comunale e regionale Lorena Rambaudi e l’opzione “esterna”, Maurizio Maricone.

Un sondaggio che, appunto, fin da subito è parso un tentativo di chiarire chi tra questi abbia maggior consenso popolare. Alcuni nomi sono in ballo da tempo immemore (Di Tullio), altri sembrano più difficili da convincere (Maricone, vox populi, sarebbe in trattativa anche con il centrodestra), altri ancora hanno perso punti negli ultimi tempi (la vicenda bitume ha ad esempio indebolito Aglietto, che fu il sostituto di Berruti nell’ormai famigerato comitato portuale). Ma, in ogni caso, sono i nomi a cui si guarda con più insistenza: a questi si potrebbero forse aggiungere Gianluigi Granero, da molti indicato come outsider (per strizzare l’occhio al mondo cooperativo), o Tiziana Saccone, l’unica che finora si sia fatta avanti (ma che evidentemente il committente del sondaggio ha deciso di ignorare).

Logico, quindi, ipotizzare lo stesso Pd come committente del sondaggio (sebbene il segretario provinciale Fulvio Briano abbia negato). A dar da pensare, però, è la domanda successiva del sondaggio: “Chi voterebbe tra X (di volta in volta uno dei sei nomi citati) e Angelo Vaccarezza?“. Vaccarezza, l’ex sindaco di Loano, l’ex presidente della Provincia e attuale consigliere regionale. Il suo nome è una sorpresa: la carica che ricopre attualmente infatti è incompatibile con quella di sindaco di Savona.

Due le ipotesi più logiche: o il centrosinistra suppone una sua “discesa in campo”, lasciando lo scranno regionale per sfruttare le preferenze raccolte alle elezioni di maggio (più di 500 in città, un risultato eclatante per un loanese), oppure il misterioso “committente” potrebbe essere lo stesso Vaccarezza, che tentato da una nuova avventura vorrebbe “saggiare” la propria competitività contro gli avversari più probabili.

Un’ipotesi, quest’ultima, che il diretto interessato smentisce senza mezzi termini. “Innanzitutto io non butterei mai via dei soldi per fare un sondaggio: il mio sondaggio l’ho fatto a maggio, quando ho preso 500 preferenze a Savona e oltre 1000 se si include il comprensorio. E poi una mia candidatura a sindaco non è nemmeno valutabile, perché sono un consigliere regionale: devo onorare quella fiducia nel ruolo in cui mi hanno eletto”.

Ma allora perché il misterioso “committente” avrebbe chiesto proprio di lui, come potenziale avversario? “Perché probabilmente pensano che io sia quello che ad oggi meglio rappresenta il centrodestra in provincia di Savona. Visto che sono stato messo in mezzo, ammetto di essere curioso, d’altronde la curiosità è politica… vorrei sapere il risultato di quel sondaggio. Ma so già che i ‘compagni’ non me lo mostreranno mai”. Vaccarezza contro sei diversi potenziali candidati, il forzista ci ride su: “Beh, se sono del Pd in effetti ce ne vogliono almeno 6 per fare me… mi sembra il minimo”.

Smarcatosi da una possibile candidatura, Vaccarezza mantiene però la bocca cucita su quali siano le opzioni per il centrodestra. Il nome arriverà prima di Natale, conferma. Ma chi sarà? Un solo indizio: “Sicuramente uno meglio di me”. E se per fare Vaccarezza ci vogliono 6 Pd, chissà quanti ce ne vorranno per il candidato designato…

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