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Savona difende il porto e Delrio si irrita, telefonata da Roma: “Perché fate chiasso?”

Voci parlano di una telefonata tra l'entourage del ministro e quello di Miazza: Delrio sarebbe stupito dalle polemiche perché avrebbe ricevuto "garanzie" da qualche esponente savonese

Savona. Una voce, solo una voce. Ma il tam tam dei pettegolezzi nell’ambiente della Port Authority continua a battere lo stesso messaggio: Delrio sarebbe “stupito e irritato” dalla quantità di polemiche scoppiate in seguito alla rinnovata proposta di accorpamento tra le Autorità Portuali di Savona e Genova. I bene informati riferiscono di una telefonata “molto molto nervosa” tra l’entourage del ministro e quello del presidente savonese Gian Luigi Miazza, nel quale Roma avrebbe chiesto spiegazioni per una opposizione così accesa.

“Perché fate chiasso?” sarebbe in sostanza la domanda di un Delrio stupito da tanta polvere e tante voci alzate. E la ragione del suo stupore (sempre secondo i soliti ben informati) risiederebbe in alcune assicurazioni fatte da qualche “vip” savonese al ministro: gli avrebbero dipinto in sostanza uno scenario molto più “easy”, sostenendo che l’accorpamento sarebbe stato accettato senza troppo clamore. Magari in cambio di qualche poltrona.

Ma l’Autorità Portuale e la politica savonese, evidentemente, la pensavano diversamente: e la tigre di #giulemanidalporto è tornata a ruggire, con una forza e un’ostinazione forse imprevedibili. O forse no. Fatto sta che, se altrove il progetto viene accolto con un’alzata di spalle, dalle nostre parti si sono levati gli scudi. Tanti. Bipartisan. E Roma, ora, si trova non più a dover convincere qualche scettico, ma a dover vincere una guerra.

franco vazio

Interpellato su queste voci, il deputato savonese Franco Vazio le respinge come fantasie: “Tutto questo fa parte dell’assurdità della situazione – dice – Delrio non è affatto rimasto ‘spiazzato’ perché sia io che il sindaco Federico Berruti gli avevamo preannunciato che ci sarebbero state criticità. Ho parlato più volte con Graziano Delrio e che l’idea che ci ha sottoposto è quella di un accorpamento Savona-Genova dettato dalle necessità di razionalizzazione, e non da quelle di spending review“. Per Delrio, in sostanza, la fusione sarebbe finalizzata, più che a un mero risparmio di denari, ad un rafforzamento dei due porti nella loro competitività con l’estero. “Non è un’idea così bizzarra come qualcuno dice, prova ne è che altrove – fa notare Vazio – non si oppongono alla fusione, ad esempio in Puglia. Altri addirittura la reclamano: è il caso di Carrara, che si sta battendo per essere accorpata con Livorno e Piombino“.

Va detto che nessuno di quei porti fa i numeri di Savona e Genova: “Infatti non è detto che anche a Savona debba accadere – ammette Vazio – è solo una proposta, che andrà vagliata attentamente. Noi parlamentari abbiamo fatto presente a Delrio che esistono delle problematicità, e ci siamo riservati di fare approfondimenti”. E per questo, spiega, i parlamentari hanno già fissato alcuni paletti: “Abbiamo chiesto, e ottenuto, garanzie sugli investimenti pianificati su Savona-Vado, che Delrio si è impegnato a non toccare – annuncia Vazio – così come abbiamo chiesto che ci siano rappresentanti savonesi non solo alla guida del porto di Savona, ma anche in seno all’eventuale Autorità Portuale accorpante“.

angelo vaccarezza

Anche il forzista Angelo Vaccarezza ritiene che la telefonata sia “una bufala”, ma per ragioni ben diverse: “E’ talmente tanta l’arroganza della coppia Delrio-Renzi che credo se ne freghino delle reazioni di chiunque – attacca – Ricordiamoci che Delrio è quello che ha ‘ucciso’ le province, quello per cui i nostri figli vanno in scuole fredde e le strade provinciali sono piene di buchi. La parola ‘efficienza’ questa ministro non sa nemmeno dove stia di casa. Il fatto che il PD savonese si sia venduto il porto in cambio di qualcosa invece non stento a crederlo – insinua Vaccarezza – credo che la caccia di posti, di spazi o di incarichi sicuri all’interno dei ‘compagni’ della provincia di Savona possa aver portato qualcuno di loro, se non tutti, a dire ‘Accorpateci pure, ma in cambio di…“.

rixi bomboniere

Da Genova, intanto, la Regione assiste, cercando di assumere un ruolo garantista. “La nostra priorità è salvaguardare la portualità ligure – spiega Edoardo Rixi – Siamo favorevoli a una regia nazionale, ma crediamo che l’autonomia dei due porti vada preservata e che la proposta portata avanti dal governo non sia quella più indicata. Ci impegniamo a difendere l’Autorità Portuale savonese: il nostro potere in questa situazione è probabilmente inferiore anche a quello del Comune di Savona, ma siamo pronti a fare sistema e a portare avanti le istanze“.

Commenti

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  1. Scritto da briant88

    La storia recente e meno recente della Liguria è li a dimostrare come questa regione abbia perso uno dopo l’altro tutti gli autobus che gli avrebbero consentito di tenere il passo con il resto di quell”Italia che cammina. I liguri non sanno guardare oltre la punta del loro naso.

    1. Scritto da Sergio Sanguineti

      Effettivamente la Liguria non è mai stata “amata” da Roma, avendo avuto anche troppi politici che non hanno saputo (o voluto?) imporsi in difesa degli interessi liguri… Ma va compreso anche l’irritato ministro Delirio perché, con le magagne tra cui il governo si dibatte, attualmente a Roma stanno tutti delirando, con ke tangibili conseguenze per la Liguria e per il paese tutto, in mano a dei rematori contro ed intrallazzatori menefreghisti…