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Lettere al direttore

Roberto Nicolick racconta “L’omicidio di Pierina Gallo, la panettiera di Cairo Montenotte”

Uccisa nel febbraio del 1979

Pierina Gallo è una donna di 57 anni, notissima sia a livello commerciale e prima ancora come persona, molto stimata a Cairo Montenotte, dove in quegli anni, tutti si conoscevano e intrattenevano rapporti cordiali.

Nativa di Cortemilia, Pierina proveniva da una famiglia di commercianti, e proprio a Cortemilia aveva ancora casa, una piccola villetta sulla strada che porta a Serole, da adolescente aveva frequentato l’avviamento professionale mostrando ottime caratteristiche intellettive. Il padre con la moglie aveva una negozio di commestibili a Borgo San Pantaleo. La famiglia Gallo decide di trasferirsi a Cairo dove apre un forno con vendita di pane in Piazza Stallani, acquista anche un appartamento a breve distanza dal negozio. Dopo la morte dei genitori Pierina è coinvolta completamente nella attività commerciale, è sempre dietro il banco e il commercio le rende molto, la domenica, quando abbassa la serranda e va a fare una pausa, l’unica, nella sua casa natia di Cortemilia dove aveva le radici e i parenti.

Viene trovata cadavere in casa sua, in piazza Stallani 8/1, da un vicino di casa che aveva una macelleria nella stessa zona, a pochi metri dal negozio, sgozzata con 21 coltellate di cui quelle mortali inferte alla gola, con brutale violenza. La porta non era forzata e all’interno dell’appartamento non c’erano segni di colluttazione, solo cassetti e armadi aperti come se l’assassino avesse cercato qualcosa.

Come al solito nessuno ha visto o udito nulla di rilevante per le indagini. Qualcuno ricorda solo che poco prima dell’omicidio, un giovanotto biondo, tarchiato e con i baffi, entrò in negozio ad effettuare un acquisto e si scambiò uno sguardo di intesa con la signora che era dietro al banco. Tra le dita della vittima fu trovata una ciocca di capelli biondi, all’epoca, siamo nel 1979, non esistevano le indagini scientifiche dei R.I.S. e quindi la ciocca repertata sulla scena del crimine non venne mai analizzata per estrarne il DNA. Pare anche che la commerciante avesse in quel giorno un appuntamento con un rappresentante, circostanza che però non fu mai confermata.

L’unico risultato concreto delle indagini fu la denuncia ed il rinvio a giudizio per favoreggiamento, di una parente della Tina Gallo, per l’esattezza sua cognata, che negò sempre la presenza nel negozio di questo giovane biondo. In seguito sarà assolta con formula piena. Rimane ancora oggi l’interrogativo su chi e perché ha ucciso Tina Gallo con questa ferocia. Correva voce che la panettiera particolarmente benestante, prestasse denaro e che qualcuno che non essendo in grado di restituire la somma l’avesse aggredita dopo una discussione, ma su questa ipotesi non ci furono mai riscontri oggettivi.

La Gallo lasciò una notevole eredità consistente in immobili e diversi libretti al portatore, tutta questa fortuna andò alla nipote a cui lei era particolarmente affezionata, infatti la nipote da piccola accompagnava sempre la zia nei ritorni domenicali a Cortemilia.

A distanza di 11 anni dal delitto accade un fatto rilevante che avrebbe potuto aprire nuovi orizzonti sul caso, la ciocca di capelli biondi che erano stati trovata nella mano della vittima e repertata come prova è sparita dal Tribunale, forse nel corso del trasloco da Palazzo Santa Chiara, la vecchia sede, alla nuova sede in Via 4 Novembre, su questa distrazione non si riuscì mai a fare luce ma pare che in quegli anni non fosse la prima volta che queste sparizioni accadessero. In questo caso se in uno almeno dei capelli fosse presente il bulbo pilifero si sarebbe riusciti a risalire al DNA del proprietario e magari anche alla mano omicida che stroncò la vita di Pierina Gallo. A tutt’oggi questo è un omicidio insoluto.

 

Roberto Nicolick

Commenti

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  1. Scritto da hood

    il trasloco del Tribunale avvenne da palazzo S. Chiara a via xx Settembre dov’è tuttora e non via IV novembre.