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Rimozione del monumento dedicato a Mario Bestoso, Avogadro: “Atto gravissimo”

Alassio. Dopo la polemica sulla rimozione dalle pareti della biblioteca comunale della targa in ricordo di Caterina Aicardi Gallea, Roberto Avogadro torna ancora all’attacco dell’amministrazione comunale: nel mirino la rimozione dalla base del molo di Alassio del monumento commemorativo dedicato a Mario Bestoso.

“Una cosa gravissima, gravissima sotto molteplici punti di vista, e per l’ennesima volta dimostra l’arroganza, la rozzezza e la mancanza di cultura di questa amministrazione. Non è un caso che il pontile di Alassio sia intitolato a Mario Bestoso, che il monumento in sua memoria sia stato collocato proprio in questo posto nel 1996 con un discorso commemorativo del giudice Capponetto, che tradizionalmente le celebrazioni del 25 Aprile terminano proprio in questo punto con la deposizione di una corona di alloro: fu infatti in questo luogo che nel 1944 Mario Bestoso fu trucidato dopo un processo sommario dai nazi-fascisti. Questo posto è diventato negli anni luogo della memoria, non solo di una Persona, ma di un intero tragico periodo storico e di tutti quelli che in quegli anni persero la vita in nome della Libertà”.

“Rimuovere questo monumento, opera dello scultore Raffaele Mondazzi, dimostra che chi ci amministra non conosce Alassio, le sue tradizioni, la sua cultura, o forse peggio, se la conosce la disprezza e non le tiene in alcun conto. La motivazione addotta e’ assolutamente risibile, permettere la visione del pontile in una nuova prospettiva. Una motivazione che si può accettare da un architetto che calato da Marte si concentra solo sull’aspetto tecnico di questa scelta ma che non può essere avvallata se sostenuta da una amministrazione comunale che dovrebbe conoscere quelli che sono i valori della Città da loro amministrata, e la memoria Mario Bestoso costituisce uno di questi valori” aggiunge ancora Avogadro.

“Ma gli affronti in questa storia non finiscono qui. Qualcuno di questa amministrazione si è degnato di avvisare i parenti di Mario Bestoso che per decisione di sindaco, vicesindaco, ecc. Da questo momento il loro congiunto non rappresenta più per Alassio una memoria degna di questo nome ma è stata avviata sulla strada del dimenticatoio. Qualcuno di questi ha avvisato la figlia Linda Bestoso, ora ottantreenne, che nel 1944 perse il padre a tredici anni, che sul luogo dove fu ammazzato suo padre non c’è più posto per monumento commemorativo perché rovina l’estetica del pontile”.

“Cara Linda l’Alassio per bene ti è vicina, come lo è sempre stata in tutti questi anni, e di tuo Padre si continuerà a parlare con enorme rispetto per lunghissimo tempo, non saranno certo le scelte scellerate, insensibili, miopi, arroganti e barbare di questa amministrazione a scalfire la Sua memoria” conclude l’ex sindaco alassino.

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