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Regione, Viale risponde a Salvatore: “La sanità lombarda è un modello virtuoso”

"Se ascoltare le associazioni è reato, siamo tutti colpevoli"

Regione. “Il modello della sanità lombarda rimane un modello virtuoso: come risulta dagli atti giudiziari resi pubblici online, infatti, il modello non c’entra nulla con le indagini riguardanti la vicenda Mantovani e non va confuso con le eventuali responsabilità personali. Magari tutte le regioni avessero i conti in ordine e un’offerta di buona sanità come quella lombarda”.

Così interviene la vicepresidente e assessore regionale alla salute Sonia Viale in risposta alle dichiarazioni della consigliera del Movimento 5 Stelle Alice Salvatore, che commentando la notizia dell’arresto del vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani si è chiesta: “Ill modello lombardo non era quello che (per dirla con Toti) la Liguria avrebbe dovuto prendere da esempio per rimettere in piedi la disastrata sanità ligure? Se queste sono le premesse del tanto sbandierato asse Liguria-Lombardia, c’è poco da stare sereni”.

E poi, rivolgendosi alla giunta: “Chiediamo di dissociarsi da un modello sanitario, quello lombardo, che ha mostrato una volta di più il suo vero volto: nel migliore dei casi clientelare e affaristico; nel peggiore opaco e criminogeno”.

“Nell’ordinanza – puntualizza Sonia iale – nello specifico delle competenze sanitarie e sulla posizione dell’assessore Garavaglia, non si parla né di mazzette né di tangenti. Pertanto se il problema per la Salvatore riguarda l’aver incontrato e ascoltato delle associazioni di volontariato, allora siamo tutti colpevoli di reato e metto in guardia l’esponente del Movimento a guardarsi bene dall’ascoltare e raccogliere le richieste o le istanze di qualsiasi associazione visto che, a detta della stessa consigliera, si potrebbe configurare un comportamento ‘clientelare e affaristico’, cito testualmente, o addirittura ‘opaco e affaristico’. Mi chiedo a questo punto: dov’è l’immoralità? Nell’ascoltare il territorio?”

Dal canto suo, la capogruppo del Pd Raffaella Paita rincara la dose: “I gravi fatti della Lombardia evidenziano l’incongruità del modello lombardo con le necessità della Liguria, una sanità tutta spostata sul ruolo del privato e costruita sulla base di logiche di lobby. E’ un modello che fa acqua da tutte le parti e mentre avvengono questi fatti, l’assessore Viale propone di importarlo nella nostra realtà. No grazie”.

“Pensiamo che ci sia bisogno di altro per questo territorio. A tal proposito chiediamo che l’assessore vice presidente venga udito nella sede competente per presentare il suo modello di sanità anziché importare quello di altri. Ma soprattutto per congelare ogni percorso in atto che snaturi il profilo della sanità pubblica ligure. Abbiamo bisogno di riforme ma di riforme che non mettano in discussione il ruolo di sanità pubblica e l’erogazione universale dei servizi ai liguri. Per questa ragione chiediamo che venga presentato al più presto senza ulteriori indugi il piano sanitario e di razionalizzazione della rete ospedaliera”.

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