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Primizie d’autunno, Coldiretti: “In Valbormida funghi e castagne in netta ripresa, ma non si dimentica la zucca”

I frutti sono stati tra i protagonisti delle prime feste del periodo autunnale di molti comuni

Valbormida. Con l’arrivo dell’autunno, anche quest’anno in molti comuni della Valbormida si sono svolte le consuete feste del periodo.

A Calizzano, domenica 11 ottobre, con la manifestazione “ Funghi in Piazza”, i protagonisti indiscussi sono stati i prelibati funghi porcini, i quali, anche grazie alle favorevoli condizioni atmosferiche, si sono potuti trovare in buone quantità in Valbormida. La domenica successiva, il 18 ottobre, è andata in scena a Rocchetta di Cengio la tradizionale “Festa della Zucca”, mentre in Alta Valle a Calizzano sono state protagoniste assolute le Castagne. Questo frutto di stagione è stato trasformato per l’occasione, dai maestri caldarrostai, in profumate bontà: le caldarroste.

Immancabile la presenza in queste due domeniche di festa a Calizzano, delle aziende aderenti a Campagna Amica, le quali hanno offerto ai cittadini locali ed ai molti visitatori accorsi, un’opportunità di acquisto di prodotti agricoli sicuri e tracciati, prime su tutte le ricercate castagne, importantissimo ed indiscusso prodotto tipico della nostra valle che, dopo alcuni anni drammatici che ne avevano fatto temere la scomparsa, a causa degli attacchi del cinipide (parassita cinese che ha fatto seccare molti alberi), tornano nuovamente a far segnare una crescita della produzione, con un sostanziale incremento, vicino al 20 per cento rispetto al 2014.

Anche in Valbormida si registra la soddisfazione dei molti produttori che confermano la tendenza nazionale: “I castagni stanno vincendo la loro battaglia ed il loro prezioso frutto torna a riempire le tavole dei moltissimi consumatori, che le apprezzano nei vari modi: caldarroste, bollite, castagnaccio, oppure secche – fanno notare da Coldiretti – Anche nella nostra zona si parla di un incremento della produzione che potrebbe, a fine raccolta, anche superare il 20 per cento rispetto al 2014, con un‘ottima qualità del prodotto, grazie soprattutto al clima favorevole degli ultimi mesi. In valle, gli anni peggiori sono stati dal 2010 al 2013, con una ripresa già nel 2014, molto più netta ed evidente in questo 2015”.

“Con l’intervento della Regione e della Cciaa di Savona, attraverso il suo braccio operativo, il Cersaa (la cui regia è stata presieduta da Giovanni Minuto), si è potuto incidere fortemente sulla ripresa, attraverso l’attività di lotta al cinipide con i lanci del suo nemico naturale, il parassitoide Torymus sinensis, il quale ha dato risultati positivi nei castagneti di molte regioni, pur se saranno necessari anni per ritornare ad un livello produttivo degno della tradizione nazionale. Basti dire che nel 1911 la produzione di castagne ammontava a 829 milioni di chili, ma ancora dieci anni fa era il triplo rispetto a quella attuale”.

Per non incorrere in castagne straniere provenienti perlopiù da Spagna, Portogallo, Turchia e Slovenia, la Coldiretti invita i consumatori a ricercare il prodotto Made in Italy che garantisce una qualità elevatissima acquistando direttamente dai produttori o nei mercatini di Campagna Amica: “Infatti, attraverso le aziende aderenti alla rete di Campagna Amica si riescono a soddisfare le richieste dei consumatori, oggi maggiormente attenti all’alimentazione e quindi alla ricerca di prodotti del quale vogliono la certezza dell’origine, che siano facilmente tracciabili e che siano salubri e di qualità. Senza contare che, in un momento di crisi economica come quello attuale, c’è anche molta attenzione da parte dei cittadini al rapporto qualità-prezzo”

Il presidente di Coldiretti Savona, Gerolamo Calleri, con soddisfazione sottolinea: “Con i mercati fissi presenti nella nostra provincia e quelli collegati alle feste stagionali, come sono appunto quelli che si stanno tenendo in alta Valle Bormida, si realizza una risposta strutturale in un momento difficile, sia di carattere economico, che sociale. Con il progetto di Campagna Amica, si prosegue in un percorso richiesto a gran voce dalle varie amministrazioni comunali, le quali hanno capito l’importanza ed il valore di poter vedere, sui loro territori, chi, dopo aver sudato e faticato per un anno (naturalmente secondo la tipologia di prodotto), vende direttamente all’utilizzatore finale: il consumatore”.

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