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Presunti maltrattamenti ad un cane a Loano, NoiAnimali: “Solo malignità di due vicine”

La onlus savonese si schiera con la padrona: "Tutto falso, il cane sta bene"

Loano. Sta facendo parecchio rumore la segnalazione con cui ieri Enpa denunciava presunti maltrattamenti di un cane a Loano. Un cane che, secondo l’associazione animalista, veniva tenuto in un recinto di via Amico, tra sporcizia e rifiuti, e senza essere rifornito regolarmente di acqua e cibo: una situazione tale da aver mosso a compassione alcuni vicini e portato, alla fine, a una denuncia nei confronti della proprietaria.

Già ieri però la stessa proprietaria si era fatta avanti per smentire la segnalazione: “Il mio cane sta bene, gli do da mangiare regolarmente, ha un riparo e uno spazio tutto suo in un luogo pulito e sgombro di rifiuti”. Il quadro dipinto dalla donna era molto diverso: “Questa estate l’ha passata in un recinto, ma molto pulito e in ordine, e trattandosi di un ristorante aveva sempre cibo e acqua. Mentre ora vive a casa con me. E non ho ricevuto alcuna denuncia”. Una versione confermata anche da Sergio Benatti di Aima: “E’ un bel cane di 30 chili e sembra stare molto bene. La segnalazione forse è scattata perché qualcuno ha visto il cane stazionare nel cortile sul retro del ristorante: ma era una situazione temporanea, l’animale vive in casa”.

Nella discussione interviene ora un’altra associazione animalista, NoiAnimali Savona Onlus: anche la sua presidente Cinzia Garsi si schiera con la padrona del cane, smentendo le accuse di Enpa. “Conosciamo bene il cane in questione, e altrettanto la sua padrona – spiegano – una persona che quando può dà una mano ad aiutare i randagi, non certo a maltrattare gli animali. Athena (questo il nome del cane) è una cagnona in forma e ben pasciuta, tutt’altro che trascurata e maltrattata”.

“Siamo certi che la segnalazione sia stata opera di un ‘paio’ di vicine ‘malefiche’, che tra l’altro dovrebbero guardarsi da come tengono i loro animali… Infatti quest’estate hanno provato a segnalare anche a noi, ma con segnalazione ‘anonima’ e telefonica, a cui era stato risposto di ovviare con segnalazione scritta al nostro indirizzo email e possibilmente con foto. Mai arrivato nulla. E non abbiamo ritenuto il caso di indagare conoscendo sia la persona che il cane”.

“Athena non è mai rimasta per tutta l’estate chiusa in quel recinto – precisa Garsi – ogni sera raggiungeva casa con la sua famiglia. Può esserci forse rimasta mentre facevano i lavori di ristrutturazione, e di giorno mentre la padrona era al lavoro (attività adiacente). Certo, il recinto era sicuramente un po’ disordinato, ma non certo sporco. Il cane non viveva tra le proprie feci rinsecchite, tra i ‘rifiuti’, senza acqua fresca e tantomeno senza cibo! Non è un cane sottopeso, anzi… né tantomeno intimorito, ma anzi molto socievole con gli umani”.

“Ovvio, la gente deve lavorare, se vuole mantenersi e mantenere i quattro zampe – ricordano da NoiAnimali – e a volte un po’ di sacrifici si rendono necessari… ma da lì a parlare di maltrattamento, ce ne passa. E poi il maltrattamento animale lo deve constatare un veterinario dell’Asl, e la padrona non ha ricevuto nessuna comunicazione né richiamo dall’Asl 2 veterinaria. Inoltre si fa presente che per accedere a fotografare il recinto ‘del maltrattamento’ si deve violare una proprietà privata… quindi sarebbe occorso l’intervento dei Carabinieri, che avrebbero rintracciato subito la padrona”.

“Mi chiedo se tale notizia giunga proprio dall’Enpa – è il dubbio di Garsi – E se giunge veramente da loro, mi chiedo perchè non volgono altrove le loro ‘mire’ e ‘denunce di maltrattamento’… ad esempio verso il cane di Altare, Bart, che risulta veramente costretto a vivere ad isolamento e in una zona dove presto ci sarà molto freddo”.

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