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Polizia provinciale, i sindacati chiedono un “corpo regionale”: dai Comuni poche disponibilità

Dibattito in Consiglio regionale sul futuro dei dipendenti delle polizie provinciali

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Regione. La drammatica situazione dei dipendenti della polizia provinciale è stata illustrata nel corso di un incontro – coordinato dal presidente Francesco Bruzzone – tenutosi durante una sospensione del Consiglio regionale. Come hanno spiegato i rappresentanti delle polizie provinciali di Imperia, Savona e La Spezia entro il 31 ottobre 2015 il personale deve trovare una collocazione e le funzioni che oggi svolge, tutela ambientale, vigilanza venatoria e ittica, contrasto alla proliferazione dei cinghiali, vigilanza sulla viabilità provinciale, salvaguardia dei parchi e reperibilità per la protezione civile 24 ore su 24, devono essere svolte dalla Regione o dalle amministrazioni comunali.

Lo scioglimento delle polizie provinciali si somma a quello già avvenuto del Corpo forestale dello Stato che è confluito nell’arma dei Carabinieri.

Per il personale provinciale la prospettiva è quella di essere iscritto alle liste di mobilità o venire assorbito dalla polizia municipale dei vari Comuni. Quest’ultima soluzione – hanno spiegato i lavoratori – però si scontra con il fatto che molti enti locali, come quelli savonesi, non hanno dato disponibilità all’assorbimento e dalla diversità di professionalità e compiti della polizia municipale rispetto a quella provinciale. Per i rappresentanti dei lavoratori la soluzione migliore sarebbe la costituzione di un corpo di polizia regionale che sovrintenda alla sorveglianza ittico – venatoria, alla tutela dei parchi e dell’ambiente.

“Recentemente il personale appartenente alle polizie provinciali liguri in attesa di collocazione – ha detto l’assessore alle politiche dell’occupazione Giovanni Berrino nel corso del suo intervento – è sceso a 55 unità delle 81 presenti al momento del varo della riforma Delrio e il costo della sua ricollocazione all’interno di un ipotetico corpo della polizia regionale ammonterebbe a 2 milioni e 300 mila euro l’anno”. Berrino ha sottolineato che la legge Delrio è entrata in vigore il 7 aprile del 2014, ma la questione non era stata affrontata a livello locale dall’amministrazione precedente.

“La giunta conosce e sta analizzando il problema da tempo e troverà una soluzione nei tempi prescritti – dalla legge – ha detto Sonia Viale vicepresidente della e assessore alla sanità, politiche sociali e sicurezza, parlando anche a nome del presidente Toti – La soluzione richiede lo stanziamento di risorse che non erano previste nel bilancio regionale. Stiamo facendo i necessari approfondimenti”.

“L’amministrazione precedente – ha detto Raffaella Paita, capogruppo PD – ha affrontato molte delle questioni suscitate dallo “scioglimento” delle Province, questa può essere risolta con le variazioni di bilancio e con il bilancio di previsione 2016 creando un corpo di polizia regionale a cui affidare i compiti prima svolti dalla polizia provinciale”.

Giovanni Bianco vicecomandante della polizia provinciale di Savona, ha ricordato che solo le tasse sulla caccia portano un introito che supera i due milioni di euro l’anno.

“Il rischio è quello che il territorio ligure, soprattutto la sua parte più delicata e indifesa, resti completamento sguarnito sotto il profilo ambientale – ha affermato Angelo Vaccarezza, capogruppo di Forza Italia – per questo credo che dalla riunione debba scaturire qualcosa di più forte ed impegnativo di un ordine del giorno”.

La posizione è stata sostenuta dal capogruppo della Lega Nord Alessandro Piana: “Credo negli ordini del giorno, non credo in quelli condivisi all’unanimità», ha detto. Una diversa opinione è stata espressa da Sergio Rossetti Pd.

Giovanni Battista Pastorino (Rete a sinistra) ha sostenuto che la costituzione di un corpo di polizia regionale deve avere alla base un progetto concreto e approfondito.

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