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Pesca eco-sostenibile: nuovo tratto “no kill” sul fiume Bormida

Domenica l'inaugurazione del nuovo tratto a Carcare

Grazie all’interessamento del presidente della F.I.P.S.A.S. – Sezione Provinciale di Savona, Paolo Ghiso, e con l’aiuto dei soci del Bormida Fly Angler’s, società che dal 2009 riunisce i pescatori a mosca della provincia di Savona e non solo, prende via un nuovo progetto di pesca eco-sostenibile. Domenica 25 ottobre, alle ore 8:00, si terrà l’inaugurazione di nuovo tratto “no-kill” sul fiume Bormida che scorre nel Comune di Carcare.

Il tratto sarà riservato ai pescatori a mosca (inglese, valsesiana e tenkara) e sarà una riserva invernale, infatti si potrà pescare dal lunedì successivo alla chiusura della pesca alla trota, al sabato antecedente l’apertura.

I confini del nuovo “no-kil”, sono a valle il ponte della strada nazionale e a monte il ponte dell’autostrada Savona-Torino, per circa 1.500 metri che scorrono interamente nel Comune di Carcare, e verrà opportunamente palinato e segnalato.

Per pescare basterà essere in regola con il tesseramento e gli adempimenti F.I.P.S.A.S., senza il pagamento di permessi giornalieri. Nel tratto verranno immesse trote iridee.

La pesca sarà consentita esclusivamente con l’obbligo del rilascio immediato del pescato, effettuato con i dovuti accorgimenti, atti ad evitare di arrecare danno permanente o letale alla fauna ittica, compreso l’obbligo di utilizzare ami (massimo due imitazioni), privi in origine di ardiglione o con lo stesso schiacciato o limato e l’utilizzo del guadino esclusivamente per salpare il pesce allamato.

Questo nuovo tratto si aggiunge all’ormai conosciuto no-kill sul fiume di Bormida, che da più di cinque anni è frequentato da pescatori sia della provincia sia che occasionali turisti.

Il “No-Kill” è una particolare regolamentazione adottata specialmente nelle acque cosiddette “a salmonidi” e che prevede che ogni pesce catturato venga rilasciato. Il “Catch & Release” è il complesso sempre in evoluzione di quegli accorgimenti che, se adottati dal pescatore di superficie, favoriscono la sopravvivenza del pesce catturato e rilasciato. La continua evoluzione dei suddetti accorgimenti è dettata dalla volontà di garantire la sopravvivenza del pesce, come confermano recenti studi da parte delle università di mezzo mondo.

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