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Operazione Mazzocchi a Loano, il Pd: “La cura del verde a carico del privato”. Ma la maggioranza respinge.

L'operazione sarà presto al vaglio del consiglio comunale

Loano. “La nostra proposta aveva da un lato l’obiettivo di andare incontro alle esigenze dei lavoratori del Comune e dall’altro di fare in modo che i privati che stanno effettuando l’intervento contribuissero alla cura della zona su cui stanno costruendo tra alle polemiche. Ma evidentemente gli altri membri della commissione non hanno ritenuto opportuno supportare la nostra proposta”.

A Loano torna d’attualità la “questione Mazzocchi”, la contestata operazione urbanistica che prevede la costruzione di 42 alloggi per ottomila e 300 metri cubi di cemento nella zona nei pressi della caserma dei carabinieri e delle Trexende.

La pratica sarà tra i punti in discussione in occasione del prossimo consiglio comunale. In attesa della riunione del parlamentino locale, la terza commissione consiliare loanese si è riunita per analizzare e discutere in anticipo i contenuti della delibera che sarà sottoposta all’attenzione dei consiglieri di maggioranza e minoranza.

In particolare, sono state analizzate le modifiche effettuate rispetto al piano urbanistico ancora in vigore e quelle da apportare ai fabbricati da realizzarsi su richiesta dalla Regione. Inoltre, è stata discussa la scelta di non monetizzare la quota di edilizia residenziale pubblica a carico del privato ma di farla realizzare direttamente a spese del soggetto attuatore su un terreno di sua proprietà (nella zona di via Pendola). In ultimo, sono stati richiesti e forniti chiarimenti in merito alla pratica, alla procedura di esclusione della procedura di valutazione ambientale strategica e alla procedura di approvazione dello strumento urbanistico attuativo.

Loano Operazione Mazzocchi

Esauriti questi argomenti, il rappresentante del Gruppo Misto (Pd) di minoranza Roberto Franco ha proposto di integrare la deliberazione imponendo ai soggetti attuatori l’obbligo di provvedere alla manutenzione delle aree verdi presenti nei terreni sui quali verrà realizzata l’operazione immobiliare. Questo per ridurre l’onere a carico del personale del Comune, già “ridotto all’osso”.

Il presidente della commissione Agostino Delfino (consigliere della maggioranza di centro-destra) e l’esponente della lista civica di minoranza “è Tempo” Betti Garassini hanno condiviso i contenuti della proposta ma non hanno ritenuto di votare a favore: Delfino ha votato contro e Garassini si è astenuta. La proposta Pd, quindi, non ha trovato accoglimento.

Il mancato accoglimento della proposta ha ovviamente lasciato perplessi i consiglieri del Pd, che osservano: “Condividere ma non votare a favore di una modifica suona come una presa in giro. Non ha senso fare le commissioni consiliari se le proposte di arricchimento ed emendamento delle pratiche non vengono nemmeno prese in considerazione”.

Giulia Tassara Roberto Franco Loano

E ancora: “La maggioranza non ha votato a favore perché introdurre questa modifica avrebbe reso necessaria una nuova commissione consiliare. Evidentemente l’amministrazione ha fretta di chiudere la pratica. Ci stupisce un po’, considerando che sono sei anni che questi privati, che hanno deciso di investire su Loano e non altrove, stanno aspettando di vedere approvato il loro progetto”.

E sui dipendenti: “Gli addetti alla manutenzione del verde sono solo quattro. A breve uno di loro andrà in pensione e non è detto che venga rimpiazzato. Con questa proposta volevamo andare incontro alle difficoltà con cui si trovano a fare i conti a causa della mole di lavoro che devono gestire. E’ un riguardo che meritano per il grande impegno che mettono in tutto ciò che fanno: non abbiamo mai visto dipendenti del Comune timbrare il cartellino in mutande”.

A questo punto la palla passa al consiglio comunale, che dopo l’approvazione della variante arrivata circa un anno e mezzo fa (era la fine di giugno 2014) ora si troverà a discutere le ultime modifiche al progetto.

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