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NoTripAdvisor, anche gli albergatori ora condividono la protesta dei ristoratori

Molti imprenditori sostengono che venga usato dalla "concorrenza" per screditare le strutture con commenti fasulli

Alassio. A denunciare l’ultimo caso di malfunzionamento del portale è Giancarlo Quadrelli, storico albergatore di Alassio e titolare del Grand Hotel Diana alle porte della cittadina rivierasca. “Sarebbe ora di mettere un freno a questo sistema che scredita persone che onestamente tutti i giorni cercano di dare il meglio nel proprio lavoro”, spiegano dalla direzione dell’albergo che è un quattro stelle e che quest’anno ha ottenuto il marchio “Ospitalità Italiana”delle imprese alberghiere della provincia di Savona

E così anche Quadrelli dopo Bruno De Blasio del ristorante “Sol Ponente” di passeggiata Grollero, ha deciso di aderire alla campagna promossa da “Italia a tavola”, #NoTripAdvisor, contro i falsi commenti e l’anonimato sul web.

“All’iniziativa hanno già aderito numerosi ristoratori e gestori di strutture ricettive – spiega Bruno De Blasio – e questo fa molto piacere anche perché aderire alla campagna è semplicissimo: per ricevere gratuitamente la vetrofania #NoTripAdvisor occorre scrivere all’indirizzo notripadvisor@italiaatavola.net per testimoniare la propria presa di posizione. Abbiamo già denunciato casi in cui i ristoratori affermavano e provavano di essere stati contattati da organizzazioni fasulle che proponevano pacchetti di recensioni positive, chiaramente inventate. Ma nonostante ciò TripAdvisor non ha cambiato nulla nel suo sistema di gestione, e anzi ha peggiorato la situazione confermando di non potere controllare tutte le recensioni che vengono inserite online”.

Basandosi su questa “giustificazione”  il Tar del Lazio, tra l’altro,  ha deciso di annullare la maxi multa da 500mila euro emessa dall’Antitrust nei confronti di TripAdvisor, suscitando ancora più ira tra gli addetti ai lavori nel settore della ristorazione. “Stiamo parlando di un portale che dovrebbe accrescere, in positivo, la reputazione di un ristorante di qualità e che invece non controlla nemmeno se i locali che vengono recensiti esistono realmente, sono pure invenzioni o addirittura chiusi”, spiegano Quadrelli e De Blasio.

Ed è assai frequente, parlando  con gli albergatori, sentire chi letteralmente “maledice” l’applicazione, che con la sua versione da smartphone permette di rilasciare commenti già mentre si consuma la cena o si frequenta un locale. Molti ritengono però che sia talmente facile accedervi e postare giudizi – nonostante questi siano ponderati rispetto alle “credibilità” online di chi li scrive – che venga usato dalla “concorrenza” per screditare questa o quella struttura con commenti fasulli realizzati ad hoc.

E proprio in diversi locali del ponente non sono mancati, di recente, i tentativi di porre un rimedio a questa situazione, con un impegno diretto della società per smascherare i furbi delle recensioni. Restano però nella storia alcune topiche che dimostrano come il processo di valutazione delle strutture si possa rivelare fallace: ha spopolato, soprattutto nel Regno Unito, la storia di un ristorante clamorosamente inventato, in un veliero, che pure è riuscito a raccogliere grandissimo successo su TripAdvisor, proprio grazie a giudizi fasulli e al tam tam della rete.

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