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“Non avevo più vita: mi giravo e lo vedevo”: la testimonianza di una vittima di stalking

A giudizio c'è un 48enne accusato di aver pedinato e "perseguitato" la ex compagna

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Savona. “Non avevo più vita. Mi giravo e lo vedevo: mi pedinava sempre. Lo trovavo sul lavoro, sotto casa e in giro”. E’ uno dei passaggi della deposizione di una donna che è parte civile nel processo che vede il suo ex, Rocco M., 48 anni, a giudizio per stalking.

Ieri mattina in aula è stata sentita appunto la presunta vittima che ha rivissuto i mesi successivi alla rottura con Rocco M., avvenuta tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2015. La donna ha raccontato al giudice di continue telefonate e messaggi, ma anche di episodi più gravi: “Una notte si è presentato sotto casa mia e ha iniziato a tirare sassolini contro le finestra, ad urlare e suonare il citofono. La mattina successiva ho trovato l’auto danneggiata: la mia aveva le serrature rotte, mentre quella di un mio amico. che era venuto a dormire a casa mia perché io avevo paura, erano tagliate. Non posso dire con certezza che sia stato Rocco a farlo perché non l’ho visto, ma credo sia responsabile”.

La vittima, che è assistita dall’avvocato Luca Siccardi, ha anche raccontato di altri danneggiamenti subiti, alla sua moto, ma anche di un episodio in cui l’imputato l’avrebbe aggredita: “Era a giugno scorso. Ci siamo incontrati sotto casa mia dove c’è un distributore perché lui continuava a chiedermi di vederci. Mi ha strappato il telefono dalle mani perché voleva vedere i messaggi. Poi mi ha preso per il collo e mi ha storto il braccio. Mi ha anche messo le mani al collo e mi ha stretta facendomi molto male. Così dopo sono andata all’ospedale”.

Dopo l’aggressione la signora ha presentato una nuova querela, la terza, contro l’uomo che lo scorso 23 giugno è stato arrestato per stalking. Tra l’altro non era la prima volta che Rocco M., difeso dall’avvocato Franco Aglietto, viene accusato di stalking: l’uomo è già stato condannato per lo stesso reato dopo la denuncia della ex convivente.

In aula questa mattina è stato sentito anche l’amico della presunta vittima che la sera della “visita” di Rocco M. era a casa con lei: “Era l’aprile scorso e sono andato a dormire dalla signora perché era terrorizzata da lui. Nel cuore della notte qualcuno ha iniziato a suonare al citofono e dava pugni e calci sul portone. Dopo un po’ ha smesso, ma poi è tornato alla carica e una vicina gli ha aperto. Così è arrivato dalla porta d’ingresso, ha suonato e io gli ho aperto e lui è scappato alla velocità della luce. L’ho visto in faccia”.

Il testimone ha poi confermato di aver letto alcuni messaggi di Rocco M. sul cellulare della ex: “Li ho letti, non c’erano minacce, ma lui la cercava. La signora mi diceva sempre ‘spero di non incontrarlo per strada perché sono terrorizzata’”.

Il processo riprenderà a febbraio con l’audizione dei testimoni della difesa e con la discussione.

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