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Museo Archeologico di Savona, i consiglieri Pongiglione e Aschiero chiedono la revoca del bando per la gestione

Savona. Bufera sulla gara per la gestione del Museo archeologico di Savona. I consiglieri Daniela Pongiglione, di Noi per Savona-Verdi, e Giampiero Aschiero, di Api-Udc, hanno infatti presentato un’interpellanza per chiedere la revoca del bando visto che “nella formulazione delle linee guida del Bando, destinato a selezionare il gestore responsabile del Museo e del suo patrimonio archeologico, storico e culturale, non è stato chiesto il parere né della Consulta comunale Priamàr né della Commissione terza”.

Nella loro interpellanza Pongiglione e Aschiero osservano: “Il 15 ottobre non è stato possibile effettuare in sede di III Commissione consiliare l’audizione della Consulta per il Priamàr poiché, secondo la Dirigenza comunale, si sarebbe trattato di una possibile turbativa della gara attualmente in corso per la gestione del Museo archeologico, pur trovandosi nella paradossale situazione che la Consulta predetta non pare essere mai stata sentita da alcuna struttura tecnica o politica comunale per la definizione delle linee direttive su cui elaborare il bando di gara per la gestione del predetto Museo”.

“Pur nel rispetto dell’autonomia dirigenziale nell’elaborazione del bando per la gestione del Museo archeologico e nella netta differenza fra attività politica di indirizzo e attività tecnico-gestionale, suscita vivo allarme il bando predetto attualmente pubblicato sul sito del Comune di Savona, poiché esso pare dare scarso rilievo alla attività di ricerca scientifica, ponendosi quindi in qualche modo in contrasto con le direttive ICOM sopra richiamate, e con il D.Lgs. n. 112/98 che fissa in maniera tassativa i criteri tecnico-scientifici e gli standard di funzionamento indicando esplicitamente che un Museo sia centro di ricerca scientifica” proseguono di due consiglieri.

Pungiglione e Aschiero quindi hanno chiesto al sindaco: “quali siano state le direttive di indirizzo politico impartite per la predisposizione del bando per la gestione del Museo archeologico cittadin; se corrisponda al vero che su di esse non sia mai stata sentita la Consulta per il Priamàr e, qualora la notizia corrisponda al vero, per quale ragione la predetta Consulta non sia stata sentita e se e come si intenda ovviare ad una simile mancata espressione di parere; quali indirizzi politico- amministrativi siano stati dati alla Dirigenza comunale competente per la valorizzazione dell’attività di ricerca scientifica del Museo archeologico e, qualora non ne siano stati dati, per quale ragione si sia andati in contrasto con quanto l’ICOM considera come dato fondamentale per la definizione degli standard museali; quali indirizzi politico-amministrativi siano stati dati alla Dirigenza comunale competente per la definizione del bando sotto il profilo dell’individuazione di un gestore, che sia un profondo conoscitore della storia tardo -antica e medievale della Città, in modo da poter costruire quel rapporto con il paesaggio culturale esterno, che viene ben espresso nella Carta di Siena sopra richiamata e che costituirà l’oggetto di discussione del congresso mondiale ICOM,che si terrà a Milano il prossimo anno”.

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