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Melgrati: “Migliorare i pronto soccorso senza risorse si può, la soluzione già in una delibera del 2001”

Pietra/Albenga. “I Pronto Soccorso e i Punti di Primo Intervento hanno vissuto in questi anni un assedio, con un aumento esponenziale degli accessi. Abbiamo raccontato in questi anni di tempi biblici per essere visitati per accessi in codice bianco o verde, anche di traumatizzati non gravissimi, scavalcati dall’emergenza dei codici Rossi e Gialli. Appare ovvio che occorrerebbe potenziare personale medico e infermieristico e spazi…ma forse qualcosa, senza gravare sulle assunzioni e sul reperimento di nuovi spazi, comunque si può fare…
Già nel lontano 2001 la Giunta Regionale di centro destra guidata dal Presidente Sandro Biasotti approvava, in data 21.11, n. della delibera 1360, delle linee di indirizzo e di programmi per l’emergenza-urgenza. Questa delibera prevedeva percorsi formativi standard per Medici operanti nei Pronto Soccorso Dea e Punti di Primo intervento, per Infermieri professionali, per i Medici del Servizio di Continuità territoriale (ex Guardia Medica), per Medici del servizio di emergenza del 118, per IP operanti nel servizio di emergenza del 118 e per operatori delle Associazioni di volontariato convenzionati con il servizio 118 (C.r.i. e PP.AA.)”.

Lo fa sapere il vicecoordinatore regionale di Forza Italia Marco Melgrati, che continua: “Questa definiva quali tipi di corso di aggiornamento dovevano essere frequentati da questi operatori. Corsi che, se superati, avrebbero abilitato medici e infermieri ai Codici Rossi… Diversamente il personale che non li avrebbe superati non potrà occuparsi dei casi più gravi, anche con un mancato incremento dello stipendio. Ovviamente la delibera non obbliga gli operatori al superamento, ma prevede che il corso venga reso disponibile. La selezione tra chi supera e chi non supera è discrezionale. Una sorta di specializzazione, che potrebbe contribuire ad elevare la professionalità nei Pronto Soccorso e nei Punti di Primo Intervento. Corsi costosi forse, ma che alla lunga generano dei risparmi all’ente, e forniscono un livello di qualità percepita dagli utenti sicuramente più soddisfacente. In un momento in cui il Governo taglia i fondi alla Sanità, i Pronto Soccorso e i Punti di Primo Intervento scoppiano, gli afflussi aumentano, e per un codice bianco a volte si sta in PS per un giorno intero ad aspettare, una formazione adeguata e di qualità potrebbe essere un valido aiuto. La lungimiranza di quella delibera del 2001 è stata vanificata dalla non applicazione della stessa, e la cattiva gestione di dieci anni della giunta Burlando-Montaldo della Sanità della Liguria non ha certo migliorato la situazione, anzi…”.

“Sono venuto a sapere che nel prossimo mese ci sarà al Pronto Soccorso di Santa Corona una riorganizzazione del Triage – rivela Melgrati – è impossibile pensare che i pazienti debbano raccontare i propri casi, a volte delicati, in presenza del caos che oggi regna nella sala di accettazione del Pronto Soccorso… Alcuni accorgimenti potrebbero essere messi in opera da subito…barelle con materassi più comodi, campanelli per le esigenze dei clienti, distribuzione di acqua o di the a chi è in attesa da ore…”Customer satisfaction”, soddisfacimento o superamento delle aspettative degli utenti, questo è quello a cui si deve tendere…Per migliorare il servizio si possono recuperare gli Oss più anziani, che per problemi di salute (mal di schiena o altro) non possono più rifare i letti, per esempio, al servizio dei pazienti in attesa al Pronto Soccorso… in Lombardia e in Emilia, tanto per citare due regioni di colore politico diverso, questa buona pratica è già in uso”.

“Sarebbe interessante per l’Assessore alla Salute Sonia Viale, a cui ho già inviato queste mie osservazioni, confrontarsi su questo tema con i Primari dei Pronto Soccorso e dei Punti di Primo Intervento. Sarebbe bello, conclude Marco Melgrati, iniziare una sperimentazione proprio nel Ponente della provincia di Savona, a Santa Corona e Albenga, e monitore i risultati. E se fosse questa la soluzione del problema?” conclude Melgrati.

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