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Maxi truffa delle assicurazioni e crac dell’agenzia “Liguriaassicura” di Albenga: tre condanne

Micheal Parodi condannato a quattro anni e 11 mesi, il fratello Mattia a otto mesi, mentre Salvatore Galati a 4 anni

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Savona. Tre condanne ed un’assoluzione. Si è chiuso con questo verdetto questa mattina il processo per la vicenda della truffa e del crac dell’agenzia “Liguriassicura” di Albenga che vedeva a giudizio i fratelli Michael e Mattia Parodi, Salvatore Galati, di Albenga, e Maria Antonietta Galati, di Borghetto.

Le pene più severe sono state inflitte a Micheal Parodi e Salvatore Galati condannati rispettivamente a quattro anni e undici mesi di reclusione e a quattro anni (entrambi sono anche stati interdetti dai pubblici uffici a cinque anni) per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe. Per Mattia Parodi invece la condanna è stata a otto mesi di reclusione e 150 euro di multa con la sospensione condizionale della pena per due episodi di truffa. E’ stata invece assolta (“per non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste” a seconda delle diverse imputazioni contestate) Maria Antonietta Galati.

Il Collegio del tribunale ha poi pronunciato una sentenza di non doversi procedere per prescrizione del reato per decine degli episodi contestati a Salvatore Galati e Micheal Parodi che, per alcuni capi d’imputazione, sono anche stati assolti “per non aver commesso il fatto” e “perché il fatto non sussiste”. Tutti gli imputati sono invece stati prosciolti da alcune delle contestazioni per mancanza della querela di parte.

Infine i giudici, che motiveranno la loro sentenza entro 90 giorni, hanno condannato Micheal Parodi e Salvatore Galati a risarcire le parti civili (quelle offese identificate dalla Procura erano ben 69) tra cui alcuni cittadini, ma anche compagnie assicurative tra cui Unipol, Ergo Assicurazioni, Ergo Provvidenza e Quixa Spa.

Di questa storia, negli anni scorsi, si erano occupate anche le telecamere delle Iene che avevano inseguito a lungo Angelo (che aveva già patteggiato) e Michael Parodi, padre e figlio, che si erano accusati a vicenda di essere i protagonisti del colossale raggiro. Polizze Rc Auto false, a centinaia, forse più; un milione e mezzo di euro investiti in polizze vita, spariti nel nulla; il rischio per centinaia di automobilisti che hanno circolato per mesi, in alcuni casi anche anni con i loro veicoli credendo di essere assicurati (e non lo erano). Una maxitruffa che gli inviati di Italia Uno avevano intitolato “Scappati con la cassa”.

Il “grosso” dell’inchiesta, per i soli capi d’imputazione, occupava 33 pagine. Agli imputati veniva contestato, ad esempio, di aver falsificato i certificati d’iscrizione al club “Ruote d’Epoca Riviera dei Fiori” per ottenere assicurazioni a prezzi ridotti per inesistenti veicoli d’epoca. Il tutto per circa 250 assicurati.

Soltanto di premi incassati dai clienti e mai trasmessi alle varie compagnie assicurative per polizze Rc Auto, quindi, inefficaci, i Parodi &C erano accusati di aver intascato circa mezzo milione di euro, raggirando una novantina di assicurati e le stesse compagnie: Milano, Ergo, Quixa, Duomo, Fondiaria. Ma il “colpo grosso” sarebbe stato le polizze vita e gli investimenti. Qui le somme ricevute dai clienti secondo l’accusa variavano dalle poche migliaia di euro a versamenti da 150-200 mila euro alla volta. Sommando i vari capi d’accusa si arrivava ad un milione e mezzo di euro.

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