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L’omicidio del pensionato di Savona, progettato dal figlio da oltre un mese fotogallery

In manette Rinaldo Costa e Andrea Invincibile, devono rispondere di tentato omicidio

Savona. E’ un omicidio premeditato quello dell’ex ferroviere Renato Costa. Il figlio Rinaldo Costa, 52 anni, voleva assicurarsi l’eredità dell’anziano padre evitando che tutto quel patrimonio potesse finire nelle mani di una donna, una 49enne mauriziana. Il piano diabolico, studiato con lucida follia un mese fa, è fallito e l’uomo insieme ad un amico, Andrea Invincibile, un pregiudicato di 43 anni, assoldato come killer del papà, sono stati arrestati dai carabinieri.

Savona, assolda un killer per uccidere il padre

Storia diabolica si diceva iniziata poco dopo le 12, quando una vicina sente le grida dell’anziano: sapendo che è malato (un cardiopatico con pacemaker) chiama il 112. I carabinieri a loro volta coinvolgono il 118 (per via delle condizioni di salute dell’uomo) e i vigili del fuoco, perché la porta è chiusa. Quando i soccorritori arrivano, però, notano diverse incongruenze: in casa non manca nulla, e l’anziano riferisce di aver più volte chiesto all’aggressore cosa volesse, senza mai ottenere risposta.

L’aggressione, insomma, sembra non avere un perché. A questo si aggiunge l’atteggiamento inspiegabile del figlio: i vicini riferiscono di averlo visto prima arrivare chiudendosi la porta alle spalle, incurante del pandemonio e delle grida, poi, alla richiesta di spiegazioni dei presenti, avrebbe risposto semplicemente con un “non è niente, stiamo mettendo in ordine un po’ di cose”.

Le domande che si pongono ai militari sono chiare: perché il figlio del pensionato è arrivato nella palazzina di corso Ricci e non ha chiesto aiuto e non ha chiamato il 118, anche se ha visto il padre sanguinante? E a infittire ulteriormente l’enigma c’è una terza persona (poi identificata come Andrea Invicibile) che viene vista dai vicini uscire dall’appartamento alla chetichella, “quasi fischiettando”: i testimoni lo descrivono nell’aspetto e nell’abbigliamento, quanto basta per mettere i carabinieri sulle sue tracce.

Costa continua a contraddirsi, ma tutto diventa chiaro poco dopo. Un carabiniere di quartiere, l’appuntato Andrea Carle, ricorda un episodio risalente all’estate, quando nella zona del Prolungamento era stato contattato da un uomo che gli chiedeva un consiglio: come evitare legalmente che l’anziano padre potesse destinare l’eredità, anziché a lui, ad una donna con cui aveva iniziato una relazione. L’uomo in questione era proprio il figlio dell’aggredito, Rinaldo Costa: e qui inizia la seconda parte di questa storia da film.

Savona, assolda un killer per uccidere il padre

I carabinieri mettono insieme tutte le tessere del mosaico e riescono a ricostruire l’accaduto nei dettagli: l’uomo, temendo che il padre potesse decidere di intestare i suoi beni alla nuova compagna, una 49enne originaria delle isole Mauritius, chiede l’aiuto di un amico, Andrea Invincibile, e lo assolda come killer. Compenso: 10.000 euro, da pagarsi a “lavoro” compiuto. Invincibile si coordina con il figlio dell’uomo, che gli riferisce tutti gli spostamenti del padre e della compagna (fitta la rete di sms, “è uscito, sta rientrando”). Munito di guanti, passamontagna e calzari per non lasciare tracce, entra nell’appartamento e aspetta l’arrivo dell’anziano, pensando di avere vita facile.

Le cose però non vanno come previsto: Invincibile butta a terra l’uomo, lo picchia, lo schiaccia con le ginocchia sulla cassa toracica (sa che l’80enne è cardiopatico e quindi tenta di provocargli un arresto cardiaco), mentre contemporaneamente tenta di soffocarlo con un cuscino che il suo aggressore si era portato da casa.

L’anziano, con la forza della disperazione, reagisce: lo colpisce con dei pugni al volto, gli strappa il passamontagna, gli dà un calcio nei genitali, e soprattutto gli spacca un labbro e gli strappa una catenina dal collo. Due particolari (le tracce di sangue sugli abiti e i segni della catenina sul collo) che contribuiranno ad incastrare Invincibile. E poi le urla: Renato grida, grida, attirando l’attenzione dei vicini che chiamano i carabinieri e costringono così il killer a desistere dal suo piano, obbligandolo alla fuga.

Savona, assolda un killer per uccidere il padre

L’assassinio, secondo i carabinieri, era in via di definizione da circa un mese. Rinaldo, senza un’occupazione stabile (un disoccupato Azimut che ora se la cavava con qualche lavoro stagionale e forse viveva proprio della pensione del padre), aveva organizzato tutto coinvolgendo l’amico Andrea Invincibile, un uomo dal passato burrascoso: tra i suoi precedenti il più “chiacchierato” risale al 1991, quando mandò la fidanzata in ospedale con l’intestino perforato per via di un rapporto sessuale un po’ “piccante” nel quale i due giocavano con il manico di un martello. 

casa corso ricci renato costa

I carabinieri ormai avevano ricostruito tutta la storia, e anche i messaggi sul cellulare di Costa indirizzati ad Invincibile non lasciavano adito a dubbi: a quel punto al figlio, messo alle strette, non è rimasto altro che confessare con dichiarazioni spontanee e rivelando i dettagli mancanti agli 007 dell’Arma. Invincibile, invece, davanti agli agenti ha preferito tenere la bocca chiusa.

Savona, assolda un killer per uccidere il padre

Una brutta pagina per Savona e per i carabinieri, che ha però un risvolto positivo: “E’ la seconda volta nel giro di due giorni – ricorda il comandante Alessandro Parisi – che sventiamo un reato grazie all’aiuto dei cittadini. Nel primo caso si è trattato di un ‘semplice’ furto in abitazione, ieri invece di un omicidio: entrambi i casi, però, dimostrano quanto sia importante l’aiuto della gente per noi”.

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