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Loano, il Pd difende la “castagnata irregolare” della Pallavolo San Pio X: “Il regolamento per le sagre va rivisto”

La municipale ha effettuato un sopralluogo per accertare che la manifestazione rispettasse le prescrizioni

Loano. “Il regolamento per le sagre va rivisto. Così com’è, penalizza le associazioni locali che operano (gratuitamente) con l’unico obiettivo di fare qualcosa di concreto per il territorio”. A dirlo sono i due consiglieri del Gruppo Misto di minoranza di Loano Giulia Tassara e Roberto Franco a seguito della vicenda che ha riguardato la “castagnata” organizzata dalla “San Pio X Pallavolo” sabato e domenica scorsi in piazza Valerga.

A seguito di una segnalazione fatta da un privato cittadino gli agenti della polizia municipale hanno effettuato un sopralluogo per accertare che la manifestazione rispettasse tutte le prescrizioni contenute nel documento. Secondo quanto trapelato, a finire nel mirino della polizia locale è stato il numero dei piatti serviti dalla società sportiva: la sagra, infatti, non sarebbe stata “monotematica” in quanto oltre alle castagne venivano servite frittelle di mele.

Allo stato attuale, gli agenti hanno proceduto solamente accertando l’attività dei volontari. Resta ancora da capire se questi controlli sfoceranno in un qualche genere di provvedimento o meno. Sempre il regolamento per le sagre, infatti, prevede una multa da 25 a 500 euro in caso di violazione delle prescrizioni. Ma c’è anche un’altra possibilità: che all’associazione sia vietata per un anno la possibilità di organizzare sagre ed eventi per raccogliere fondi con i quali autofinanziare le proprie iniziative sportive.

Un’eventualità che i due esponenti del Pd si augurano non si concretizzi: “Per la società si tratterebbe di un danno enorme – spiegano Tassara e Franco – Così come tante altre associazioni sportive locali, infatti, anche la ‘San Pio X Pallavolo’ mette insieme la gran parte del denaro necessario per effettuare le proprie attività con sagre e manifestazioni simili. Una ‘città europea dello sport’ come è Loano non può permetters di perdere una delle sue società più conosciute e attive. Specie per il valore sociale che ha lo sport”.

Ma la questione è più ampia: “Nella sua forma attuale, il regolamento per le sagre risulta essere troppo penalizzante. Certe prescrizioni, come quella riguardante le manifestazioni monotematiche, è eccessivamente rigida e non va incontro alle esigenze delle realtà che con questi eventi cercano soltanto di sopravvivere. Chiederemo quindi all’amministrazione e al consiglio comunale di rivedere (insieme anche alle categorie e alle varie associazioni locali) alcune parti del regolamento“.

Castagnata

Negli anni scorsi l’attività delle sagre e delle feste era finito al centro di un’aspra polemica tra i ristoratori e le altre realtà e associazioni loanesi. A protestare erano stati specialmente i gestori di attività di somministrazione di alimenti, che vedevano in queste feste una forma di “concorrenza sleale” a causa dei prezzi ai quali venivano venduti i piatti e le altre specialità preparate. Dal canto loro, le associazioni cittadine ritenevano queste feste fondamentali per la loro sopravvivenza, in quanto da esse traggono i fondi necessari a portare avanti le loro attività, che per lo più vengono realizzate in forma gratuita da volontari o semplici appassionati.

Nel 2012 il Comune, le categorie e le associazioni avevano raggiunto una sorta di pace armata sottoscrivendo il regolamento di cui sopra, che stabilisce un periodo di “fermo” delle sagre ad agosto di ogni anno.

Più in generale, però, in tanti ritengono che il regolamento sia troppo rigido e penalizzante e di fatto riduca molto le possibilità delle associazioni di trarre il necessario sostentamento.

sagra Parrocchia San Pio X Loano

“La nostra società – spiegavano ieri dalla San Pio X – accoglie chiunque voglia giocare a pallavolo. Se non se lo può permettere lo facciamo giocare lo stesso. Per poter sostenere tutte le spese soltanto con le quote associative dovremmo alzare la cifra a 500 o 600 euro, ma ovviamente questo non ha senso e non rispetta lo spirito sportivo che vogliamo portare avanti. Anche perché non siamo una società di serie A. Con questo regolamento per le sagre ci siamo ritrovati a moltiplicare il numero di iniziative per autofinanziarci. Ma la crisi ci sta colpendo duramente. Basti pensare che quest’anno l’incasso della nostra tradizionale sagra estiva è stato la metà rispetto a quello dell’anno scorso”.

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