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Licenziamenti Ata, la Cisl impugna i provvedimenti: “Ritorsione nei confronti di soggetti scomodi e del sindacato”

"I licenziamenti sono palesemente illegittimi e manifestamente ritorsivi e discriminatori"

Savona. Sono stati “impugnati” i provvedimenti di licenziamento di Luigi Cavaliere e Dario Lavagna, i due lavoratori di Ata (nonché rappresentanti di Cisl) allontanati dall’azienda a metà settembre.

A comunicarlo è la segreteria regionale della stessa Fit Cisl Liguria, che spiga: “I lavoratori licenziati, unitamente alla Fit, hanno affidato il compito di procedere legalmente agli avvocati Fulvio Briano e Alessandro Ferraro dello Studio Legale Associato ‘mbbf&coll.’ di Savona e agli avvocati Giuliano e Marco Pennisi dell’omonimo studio Legale di Genova. Si è proceduto alla impugnazione dei licenziamenti perché si ritengono gli stessi palesemente illegittimi e manifestamente ritorsivi e discriminatori”.

Il sindacato precisa meglio l’attività svolta dai due suoi delegati: “Negli ultimi anni i due lavoratori, unitamente alla segreteria della Fit Cisl, hanno intrapreso aspre battaglie a tutela dei lavoratori e dei cittadini di cui Ata svolge il servizio di raccolta rifiuti, che li hanno portati a scontrarsi, nel contesto di una dialettica sindacale, con i vertici della società partecipata. Ciò premesso, la gestione dei tempi del procedimento disciplinare, che hanno tra l’altro irreparabilmente leso il diritto di difesa dei lavoratori, le modalità con le quali i dipendenti sono stati oggetto di un assurdo pedinamento per oltre cinque mesi, senza alcuna preventiva quanto tempestiva contestazione e con modalità palesemente illegittime, denotano (come tra l’altro ben evidenziato da tutti gli organi di stampa) la strumentale volontà repressiva di parte datoriale di colpire dei soggetti particolarmente scomodi nel contesto aziendale e, tramite loro, la sigla sindacale Fit Cisl alla quale fanno riferimento, che da molto tempo é critica nella gestione organizzativa dei vertici aziendali”.

“Si eccepisce, comunque ed in ogni caso, l’assoluta pretestuosità nonché l’infondatezza delle motivazioni poste alla base del provvedimento espulsivo – prosegue la sigla sindacale – Con questo atto i due lavoratori hanno formalmente impugnato la risoluzione del rapporto di lavoro, riservandosi il diritto di rivolgersi all’autorità giudiziaria per veder tutelati i propri diritti in caso di mancata immediata reintegrazione nel posto di lavoro”.

“Infine – conclude la segreteria – la Fit Cisl Liguria nell’esprimere anche a nome dei due lavoratori licenziat, i ringraziamenti per gli attestati di stima e vicinanza del mondo del lavoro, di una buona parte dei partiti politici e di moltissimi cittadini, intende con forza ribadire l’indipendenza del ruolo sindacale a difesa del lavoro e dei diritti e doveri dei lavoratori.

Commenti

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  1. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Si ma la sostanza non cambia…questi facevano di tutto meno che lavorare…Immagino che in un Paese normale avrebbero già i loro scatoloni in mano.