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Le associazioni francesi portano il “caso” Vado in Parlamento nella battaglia anti-carbone fotogallery

All'incontro organizzato dalla Rete Fermiamo il Carbone in Comune a Savona era presente un'attivista francese che ha raccontato cosa accade Oltralpe

Savona. “La notizia importante di oggi è che le associazioni francesi hanno preso a cuore il caso della centrale Vado Ligure. Non è apparsa molto sui media la notizia, ma il 3 giugno scorso noi siamo stati invitati a parlare al parlamento francese nell’ambito dell’assemblea nazionale, in una commissione apposita. E’ andato il nostro legale che è stato molto apprezzato ed ascoltato parlando del caso di Vado. I parlamentari francesi sono stati estremamente interessati alle informazioni fornite dal nostro avvocato tanto che le istituzioni francesi hanno deciso di venire a Savona per prendere contatti diretti per poi intervenire con azioni nel loro Paese”. Così il portavoce di Uniti per la Salute Gianfranco Gervino ha presentato l’incontro che si è tenuto questa mattina nella sala consiliare del comune di Savona.

Savona, incontro sul carbone in Comune

L’iniziativa, aperta alla cittadinanza che ha risposto con un’ampia partecipazione, è stata organizzata per far conoscere le iniziative intraprese da alcune associazioni francesi prendendo le mosse dal caso della centrale a Carbone di Vado. Tra i relatori dell’incontro anche Antonio Tricarico di “Re Common” che ha spiegato: “La campagna per una chiusura definitiva degli impianti a carbone come Vado Ligure diventa una campagna internazionale grazie proprio al sostegno delle associazioni ambientaliste francesi come Les Amis de la terre. Associazioni che lavorano e fanno una forte pressione sia sul Governo francese, ma anche in particolare sulla società Engie, che qui è più nota come Gdf Suez, principale azionista di Tirreno Power”.

“Intorno ad Engie, che tra l’altro è partecipata dal governo francese, c’è una forte mobilitazione per spingere il governo a forzare la società ad uscire definitivamente da qualsiasi investimento in carbone. Ovviamente anche l’investimento qui a Vado Ligure della Tirreno Power è un investimento in carbone quindi si spera che avrà una chiusura definitiva. In questo contesto le mobilitazioni fanno riferimento al summit sui cambiamenti climatici che si terrà a Parigi, sotto la presidenza francese, e quindi si chiede una coerenza forte al Governo di dare seguito alle parole imponendo ad Engie di uscire” conclude Tricarico.

“Da molti anni ci opponiamo ad Engie in particolare in relazione all’apertura di impianti ‘sporchi’ come quelli a carbone” spiega Malika Peyraut, dell’associazione “Les Amis del la terre”, arrivata a Savona dalla Francia per offrire la sua testimonianza.

“Engie ha molti impianti a carbone nel mondo e intende aprirne di nuovi, specialmente in Brasile, Turchia, Cile e Mongolia. Quello che denunciamo è che un’azienda partecipata con il Governo voglia continuare ad aprire impianti che sono inquinanti ed hanno un impatto sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, ma anche sulle persone. Il caso di Vado ligure è molto importante ed è importante chiedere sia al governo francese che all’azienda di chiudere questo progetto sul carbone” ha spiegato Peyraut.

Commenti

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  1. hi-tech
    Scritto da hi-tech

    Fino a quando nn ci sarà la fusione disponibile le centrali restano tecnologia arcaica al pari del carbone, intendendosi arcaico il livello di inquinamento che producono.
    Quando sapremo la verità sulla reale portata degli incidenti di Cernobyl e Fukushima ci sarà da inorridire. Hanno occultato molti aspetti per non spaventare la popolazione mondiale.
    Nonostante questi esempi e molti altri di portata minore ma altrettanto significativi gli pseudo-progressisti continuano a sostenere (da lontano) questa tecnologia…fiduciosi che mai troverano una centrale vicino al loro paese con convinzioni sulla distanza da esse del tutto aleatorie.

  2. Bandito
    Scritto da Bandito

    Appunto, i francesi, che non sono vittime della propaganda ecomafiosa che ha convinto tanta gente che il futuro sia l’energia solare, sanno che l’atomo è la forma più pulita per produrre energia, specialmente se non si usano centrali arcaiche con moderatori a grafite e raffreddamento ad acqua, meglio ancora se usiamo reattori al torio.
    Ma noi preferiamo farci rubare i soldi in bolletta per sostentare le cosche mafiose ed utilizzare una tecnologia che non solo è insufficiente per i nostri fabbisogni ma a mio parere alla lunga sarà anche dannosa per l’ecosistema.

    1. Scritto da alvaro felici

      SticaXXi Bandito!E dove hai sentito tutte ste robe sulle centrali nucleari?All’osteria?EDDAI staccati dalla bottiglia e continua a smarmittare che sei più simpatico…o almeno sai quello che dici…Torio?MAPERFAVORE…me fai morì…
      N’Abbraccio
      Arvà
      (IlPreciso)

      1. Bandito
        Scritto da Bandito

        Veramente le centrali al torio sono sostenute da Rubbia, ma forse me ne ha parlato all’osteria subito dopo aver preso il Nobel per la fisica. O forse c’è altra gente che non sa quello che dice.

        1. Scritto da alvaro felici

          OMIODDDIO!!!Un altro tuttologo…non bastava il Sanguineti…ora anche te…
          Maledetti Alcolisti Anonimi!Tornate a farlo bere che sennò quì dentro è finita e non si decollerà mai.Ma proprio MAI!!!
          Un Abbraccio Bandì e pensaci mi raccomando…una bella golata di Jack dai,quello da veri ubriaconi marci e altro che Torio…MADDAI TORIO…simbolo chimico Th.
          Arvaro
          (IlPreciso)

  3. Scritto da rapalino

    Scusate la mia ignoranza ma non sono i francesi che hanno le centrali nucleari? oppure questi ennesimi ambientalisti aspettano che succeda qualcosa di grave come fukujima per agire ?!? siete veramente ridicoli e ipocriti