IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Inchiesta sul raddoppio ferroviario di Andora: via al processo

Andora. Si è aperto questa mattina in tribunale il processo per frode in pubbliche forniture e truffa relativo all’inchiesta della Procura di Savona sul raddoppio ferroviario tra Andora e San Lorenzo al Mare. A giudizio ci sono due dipendenti della Ferrovial, una delle due aziende che era impegnata nel cantiere ferroviario, che era rimasti coinvolti nella vicenda seppur con posizioni marginali.

Questa mattina in tribunale il dibattimento si è aperto con l’audizione dei primi testimoni della pubblica accusa. Nella prossima udienza, fissata il prossimo 4 febbraio, proseguiranno le deposizioni di altri testimoni, tra cui quelli della difesa (gli imputati sono assistiti dagli avvocati Daniela Scarone, Vito Anobile e Alessandro Mager).

Al centro dell’inchiesta giudiziaria erano finiti i conci irregolari e i materiali non conformi che sarebbero stati impiegati per il raddoppio della ferrovia. La Procura nel corso dell’indagine aveva sequestrato tutti i materiali irregolari utilizzati nel cantiere. Dalle verifiche, secondo gli inquirenti, erano emerse negligenze nella realizzazione delle gallerie, dove sarebbero presenti le borchie ma non i tiranti.

Per questa vicenda il pm Chiara Maria Paolucci aveva chiesto il rinvio a giudizio di sette persone (tra amministratori delle società coinvolte e responsabili del cantiere) e di due aziende che erano impegnate nei lavori, la Ferrovial Agroman e la Cossi Costruzioni di Sondrio. Proprio nei confronti della Cossi Spa, e del suo amministratore Renato Cossi, erano cadute tutte le accuse (nei confronti dell’imprenditore era stata infatti pronunciata una sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto, mentre l’illecito amministrativo contestato alla società era risultato prescritto).

Stessa sentenza (non luogo a procedere per non aver commesso il fatto) era stata pronunciata anche per Ignacio Rodriguez Botella, amministratore della Ferrovial. Per quanto riguarda quest’ultima società invece per uno degli illeciti amministrativi contestati era stato pronunciato il non luogo a procedere (“perché non era previsto al tempo del reato”), mentre per le restanti contestazioni era arrivato un patteggiamento di sessantamila euro di multa (la Ferrovial aveva anche integralmente risarcito la parte offesa, ovvero il consorzio Italferr del gruppo ferrovie dello Stato, restituendo i soldi per i conci ed i chiodi non conformi utilizzati nel cantiere del raddoppio).

Altri tre imputati, tutti capi cantiere della Ferrovial, avevano invece patteggiato.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.