IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Il Sappe sulla possibile chiusura del Sant’Agostino: “Savona non può fare a meno di un carcere”

Il segretario ligure Michele Lorenzo ha scritto una lettera alle istituzioni

Savona. Il ministro della giustizia Andrea Orlando, il prefetto vicario di Savona Giuseppe Montella, il sindaco Federico Berruti, il presidente del tribunale Giovanni Soave, il procuratore capo della repubblica, il presidente dell’ordine degli avvocato Fabio Cardone, il direttore della casa circondariale, il provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziria e la segreteria nazionale e locale del Sappe.

Sono questi i destinatari della lettera che il segretario regionale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Michele Lorenzo ha deciso di scrivere a proposito del futuro del carcere Sant’Agostino di Savona, le voci di una chiusura del quale sarebbero più di una semplice ipotesi.

“Nessuno – esordisce Lorenzo – ha mai voluto dare una risposta alle nostre richiede di conoscere quali determinazioni i vertici del nostro dipartimento volessero adottare a proposito della casa circondariale di Savona – Alla fine la chiusura è stata ufficializzata dal capo del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Santi Consolo. Prima con i provveditori in occasione di una riunione del primo ottobre scorso ed in seguito mediante l’emanazione di alcuni atti ufficiali diretti a varie autorità connessi con sistema carcere. Nessuna comunicazione è però stata indirizzata alle organizzazioni sindacali di categoria”.

La chiusura rappresenta una questione non da poco: “Spiegare cosa significa la chiusura di un istituto penitenziario in una città quale può essere Savona potrebbe sembrare per certi versi assurdo, come a significare offendere la capacità organizzativa del proponente. Ma se siamo arrivati a ciò allora sicuramente chi ha proposto al ministro della giustizia la chiusura di Savona, non ha ben chiaro la ricaduta sul territorio. Vorrei lasciare in ultima analisi la questione del personale di polizia penitenziaria che per il nostro sindacato è l’aspetto più importante”.

“Una città sede di procura, tribunale, prefettura, questura, comandi provinciali di tutte le forze di Polizia dello Stato e non, come può fare a meno di un carcere? – si chiede Lorenzo – L’assenza del carcere connette una serie di problematiche. La forza di polizia che effettua un arresto deve accompagnare il soggetto o a Genova Marassi o a Imperia, quindi la chiusura comporta un maggiore impegno in termini di tempo e spese connesse. Questo determinerebbe un ulteriore carico su questi istituti che sono già penalizzati per l’elevata presenza di detenuti e movimenti connessi. Inoltre, l’avvocato che deve effettuare un incontro per attività, dovrà recarsi in altro istituto e questo è un disagio sotto tutti gli aspetti”.

Inoltre, “l’attività giudiziaria verrebbe rallentata, in quanto per le convalide o interrogatori bisogna recarsi fuori comune con aggravio di tempi e costi. Ci sarebbero ripercussioni sui detenuti e famigliari allorquando questi devono effettuare i colloqui o quanto altro connesso alla vita sociale del detenuto. Infine, sulla polizia penitenziaria ricadrà il maggiore disagio”.

Il Sappe non è mai stato interpellato in merito: “Premesso che nessuna richiesta di incontro sull’argomento chiusura carcere è mai pervenuta a questa organizzazione sindacale quindi non si conoscono tempi e modalità attuative la chiusura, restando in attesa dell’incontro sulla mobilità del personale di polizia evidenziando e ponendo come condizione che tale mobilità non dipende dalla loro volontà sarà interesse dell’amministrazione non determinare ulteriori disagi al personale del corpo, proponiamo che una parte di essi, in attesa della totale dismissione dell’istituto, resti a presidio dell’istituto; che un’aliquota venga inviata presso la scuola di polizia penitenziaria di Cairo Montenotte quale sede più vicina e territorialmente della stessa provincia”.

“Proponiamo che un’aliquota resti presso il tribunale di Savona utile sia come supporto logistico alle varie scorte provenienti da altri istituti ma anche come forza di Polizia disponibile per esigenze di giustizia. Che gli agenti siano utilizzati sul territorio cittadino considerato che la penitenziaria è una forza di polizia a tutti gli effetti. Chiediamo che venga rispettata la volontà di coloro che, per loro scelta, optino per altre sedi e di garantire la costruzione del nuovo istituto con la procedura d’urgenza”.

“Se l’intenzione del ministro è quella di chiudere l’istituto prima della costruzione del nuovo, lo faccia pure ma rispetti la polizia penitenziaria che sino ad oggi ha fatto bene il loro lavoro in quel luogo che oggi è dichiarato ufficialmente vetusto ossia inadeguato, riconoscendo a tutto il personale che ha costantemente operato in quell’ambiente, le ripercussioni specialmente sul proprio stato di salute. Su tale argomento non transigiamo. Aspettiamo fiduciosi una risposta, ovvero la decisione che il carcere di Savona chiuderà solo dopo l’apertura di quello nuovo”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.