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I Verdi contro il Piano Casa, via alla petizione online: “Pesante attacco al territorio”

Ieri l'assemblea provinciale: al centro della lotta anche bitume, Margonara e inceneritore

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Provincia. Si è tenuta ieri l’assemblea provinciale dei Verdi savonesi: all’ordine del giorno, oltre all’elezione dei delegati per il prossimo congresso nazionale che si terrà a Chianciano a metà novembre (per il quale sono stati eletti delegati Mauro Brunetti, Gabriella Cirone, Marta De Merra ed Ernesto Johansonn), anche la situazione politica locale.

“I temi sul tavolo sono stati molti – racconta il portavoce provinciale, Mauro Brunetti – dalle prossime elezioni comunali di Savona al contrasto di tutte quelle azioni che, con arroganza e prepotenza, cercano di imporre scelte assolutamente non condivise dalla popolazione quali il deposito di bitume in porto a Savona, la realizzazione del porticciolo di Margonara, la questione dei rifiuti con la paventata costruzione di un inceneritore (eufemisticamente chiamato termovalorizzatore), il problema dei trasporti”.

“Occorre poi porre una particolare attenzione a quella che è, secondo noi, la vera emergenza contingente – avverte Brunetti – cioè il piano casa presentato dalla Regione. Si tratta di un pesante attacco ad un territorio che, al posto di nuovo cemento che andrebbe ad aggravare ulteriormente la già disastrosa situazione attuale, avrebbe bisogno di urgenti opere per la messa in sicurezza idrogeologica quanto mai necessarie e ormai non più rinviabili. Una salvaguardia dei terreni agricoli e della loro destinazione d’uso, inoltre, avrebbe benefiche ricadute sulle economie dei territori e sulle produzioni dei prodotti tipici locali”.

“Ci sentiamo quindi quanto mai in prima linea in difesa dei diritti dei cittadini, in primis quelli alla salute e alla sicurezza, spesso trascurati in nome di una sfrenata deregulation”, chiariscono i Verdi. Che proprio per combattere il Piano Casa hanno lanciato una petizione online (accessibile a questo link): “I verdi ritengono che la Liguria abbia due importanti priorità – spiegano – la manutenzione del territorio allo scopo di impedire i fenomeni ormai costanti di dissesto anche nell’ottica di avviare turismo slow e una agricoltura di qualità; e la necessità di migliorare la qualità della vita o meglio ‘rammendare’ le periferie, per usare una espressione di Renzo Piano, allo scopo di diminuire la quantità di spazio costruito ma migliorare la qualità della vita ristrutturando l’esistente in una logica di risparmio energetico e di riqualificazione sociale”.

“Abbiamo invece ottenuto un disegno di legge – contestano i Verdi – che punta alla permanenza delle norme superando quelle magari più restrittive dei piani regolatori comunali; la possibilità di ampliamenti di per sé già eccessivi pure nei parchi regionali e la possibilità di ampliare pure gli edifici totalmente condonati. Invitiamo tutte e tutti i liguri a raccogliere le firme per cominciare a fissare un punto fermo: il cemento non porta lavoro ma solo speculazione e disagio sociale”.

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