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Garlenda, al via il processo civile per l’incidente al musicista Agostino Celti

Il 20 agosto 2011 era caduto nel vado di un ascensore in costruzione

Garlenda. Ha preso il via due giorni fa il processo civile per l’incidente del musicita Agostino Guarino (noto anche come Agostino Celti) avvenuto il 20 agosto di 4 anni fa al castello Costa-Del Carretto di Garlenda. il processo penale si terrà invece nel mese di gennaio 2016.

A finire nei guai anche Carmen Spigno, presidente del circolo artistico-culturale “Amici dell’Arte”, che in una lettera ai soci del gruppo spiega: “Il Comune di Garlenda ha pesantemente citato il nostro circolo e me come responsabile dell’accaduto. Abbiamo assunto da tempo un valido difensore, l’avvocato savonese Marco Altamura, che ci ha rassicurato sugli esiti, ma sarà il giudice a decretare la sentenza. Come presidente e legale rappresentante del circolo io sono stata indagata in prima persona”.

La vicenda è riassunta dalla stessa presidente: “Il circolo aveva organizzato al castello dal 5 al 25 agosto 2011, una mostra intitolata Dreams, con la partecipazione di ben 30 artisti. 2. Il 20 agosto 2011 il musicista e socio Agostino Guarino si era recato al castello verso le 15 per le prove del suo concerto nel parco retrostante, insieme con un suo collega. Verso le 16 era entrato dal portone principale del castello per cercare della carta affinché il suo collega potesse asciugare gli strumenti. Aveva cercato nella cucina e nella toilette e, non trovandola, aveva spinto la porta tra le due stanze, ma era precipitato nel vuoto per circa 4 metri e 60 in quello che doveva essere il vano per il futuro ascensore. La porta non era segnalata da alcun cartello di avviso di pericolo e Agostino disse poi che l’aveva trovata non chiusa a chiave. Dopo l’incidente fu soccorso dai vigili del fuoco e dai militi della croce bianca e portato all’ospedale, ove trascorse diversi mesi. Per fortuna guarì, riportando però molte fratture alla spina dorsale con conseguente invalidità di circa il 55 per cento”.

“La porta in questione non era mai stata segnalata né resa ‘invalicabile’, come avrebbe dovuto essere, aprendosi sul vuoto. Una prima tranche dei lavori di ristrutturazione al castello era stata effettuata nel 2002 e per ben 10 anni tutti coloro che erano ivi entrati erano stati esposti a tale pericolo. L’assicurazione del Comune non intende coprire i danni subiti da Agostino, per motivi che ci sono ignoti. Né io, come presidente e legale rappresentante del Circolo, né alcuno dei soci era mai stato informato da membri dell’amministrazione comunale di tale vano pericoloso presente al Castello. Nonostante ciò, il Comune ed il suo legale accusano me ed il Circolo di piena responsabilità in quanto detentori (non esclusivi) della chiave del Castello in quel periodo. Da tener presente che nello stesso periodo nel palazzo erano state organizzate altre iniziative, quali un matrimonio, due serate massoniche e ‘Calici di Stelle’, con molte centinaia di visitatori. Risulta anche che nello stesso periodo dell’evento ci si stati misurazioni e carotaggi murali da parte di vari tecnici”.

“A parte la richiesta di indennizzo da parte dell’avvocato di Agostino, pari a circa 800 mila euro, sono forti anche le spesi legali da parte del Circolo, circa 10 mile euro per il processo civile (rimborsabili in caso di proscioglimento) ed altrettanto per quelle del penale, non rimborsabili per legge. Ora, cari Amici, come sapete e mi avete sempre riconosciuto, io ho agito esclusivamente per il bene ed il miglioramento dell’associazione, senza alcun interesse personale né di lucro né di altra natura, spinta unicamente dal desiderio di riuscire a realizzare iniziative artistiche di successo a beneficio di tutti noi e della comunità. La passione per l’arte e la cultura è stata la molla che nel lontano 1999 mi ha indotta a fondare questa Associazione insieme con Rudolf van de Pool e Hans Krautkrämer, coadiuvata sempre con costanza da Pasquale Meli; insieme abbiamo realizzato eventi veramente straordinari, sobbarcandoci anche un lavoro enorme e molteplice (cercando locations, sponsors, contributi statali e privati, elaborando progetti, ricercando contatti e colloqui, producendo cataloghi, locandine e depliants, curando il sito con le opere di tutti gli artisti associati, ottenendo l’appoggio dei mass-media, promuovendo corsi di disegno , pittura e fotografia, portando a Garlenda personaggi celebri del mondo artistico) e tutto questo sempre come volontari e senza alcun interesse economico”.

“Inoltre il castell,oche era rimasto chiuso fino al 1997, è stato riaperto per l’intervento della scuola e della cittadinanza, diventando anche per merito nostro, come scrisse il compianto giornalista Romano Strizioli, ‘un crocevia dell’arte e della cultura per il Ponente ligure’, con frequenti servizi televisivi, radiofonici e giornalistici”.

“Ora gli amministratori ci accusano della responsabilità di una loro inetta negligenza, senza averci mai informati del ‘pozzo’ esistente dietro una porta, forse non chiusa a chiave e sicuramente non segnalata – prosegue con amarezza Carmen Spigno – Detto questo, dato che il Circolo ha al suo attivo solo circa mille e 600 euro in cassa, non troviamo assolutamente giusto, sensato e umano che la presidente debba risponderne in prima persona in solido, dal momento che ha agito soprattutto in rappresentanza del Circolo. Abbiamo invitato soci ed amici ad aiutarci a raccogliere il necessario per le spese legali, dopo aver creato un ‘Fondo di Solidarietà’ sulla nostra banca, ove ognuno possa versare un contributo, secondo le proprie possibilità. Questo contributo per i soci potrebbe rivestire il ruolo di ‘anticipo sulle future quote annuali’, in modo da non essere un ‘fondo perso’, ma soltanto anticipato. Si potrebbe anche organizzare una cena, un concerto, un’asta a sostegno del Circolo con opere nostre e di altri artisti, opere di buona levatura, in modo da far confluire i proventi nel fondo. Dibatteremo di tutto ciò in una prossima assemblea generale dei soci, aperta anche agli amici, che si terrà nel mese di ottobre, prima dell’udienza del processo”.

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