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Elezioni Savona, i 5 Stelle chiariscono: “Nessun Sansa per noi, il Pd è in grado di perdere da solo” video

Eric Festa smentisce le voci che vorrebbero il Movimento alla ricerca di un "nome noto" come candidato sindaco: "Nessun compromesso, altrimenti diventeremmo come gli altri"

Savona. “Non abbiamo alcun bisogno di nomi famosi: il Pd è perfettamente in grado di perdere da sé“. Parole e musica di Eric Festa, esponente dei “grillini”: saranno proprio loro, probabilmente, l’ago della bilancia delle prossime elezioni comunali.

Da una parte c’è il centrosinistra, nel quale si lavora strenuamente per individuare il successore di Federico Berruti. Una parte del partito vorrebbe riconfermare in blocco la giunta uscente, “promuovendo” l’attuale vicesindaco Livio Di Tullio (il cui nome quale prossimo sindaco rimbalza nel tam tam mediatico da almeno un anno); ma diversi esponenti, anche importanti, del Pd la ritengono una scelta perdente (temono lo scontento della popolazione dopo le ultime vicissitudini della giunta, su tutte la vicenda bitume) e invocano a gran voce un rinnovamento. Fuori chi c’era, dunque, e dentro forze fresche, da individuare tra i “pezzi grossi” rimasti fuori all’ultimo giro (Franco Aglietto?) oppure nel mondo “civile”, magari sorridendo alle cooperative (Gianluigi Granero?).

Dall’altra parte il centrodestra, con l’alleanza formata da Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia: il nome deve ancora uscire (“ma arriverà entro natale”, è stata la promessa di Vaccarezza), e sarà il frutto di una mediazione tra l’ovvio potere politico del Carroccio, ormai primo partito della coalizione, e la necessità di trovare un candidato che sappia conquistare i moderati e gli scontenti del Pd, portando in dote quello “spin” sufficiente a sopravanzare gli avversari.

E poi in mezzo ci sono loro, i 5 Stelle. Quelli che, mai come stavolta, sono vicini a sparigliare il mazzo e prendersi la poltrona più ambita di Palazzo Sisto. I rumor in città sono chiari: il Movimento rischia di essere il primo partito, e secondo molti potrebbe farcela. Magari con il “plus” giusto: tanto che qualcuno, nei giorni scorsi, ha parlato di “manovre” da parte della frangia più moderata per individuare un nome noto ai savonesi che abbracciasse la loro causa. Un Ferruccio Sansa in salsa savonese che porti in dote quel 4-5% che potrebbe fare la differenza tra la vittoria e la sconfitta.

Un’ipotesi che però Eric Festa respinge in toto: “Questa opzione, semplicemente, non esiste – taglia corto – chi vota il Movimento 5 Stelle deve votare il programma, e non le persone. E’ una regola che ci siamo dati, e non la violeremo: perché se si scende a compromessi una volta, è l’inizio della fine. Si comincia violando una regola piccola, accettando di candidare qualcuno ‘famoso’ pur di vincere, e poi magari si arriva a non restituire più i rimborsi elettorali perché usandoli per le campagne si potrebbe vincere, oppure a pagare una mazzetta a qualcuno perché ‘a fin di bene’. No, per noi il fine non giustificherà mai i mezzi”.

E allora sia corsa da “duri e puri”, senza snaturarsi. E poi secondo Festa non è nemmeno necessario: “Il Pd ha fatto talmente male, ed è talmente disorganizzato, che saprà certamente perdere da solo”. Obiettivo ballottaggio, contro chi ancora non si sa: mai come questa volta le forze in campo sembrano equivalersi.

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