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Donazione sangue, l’Avis di Savona: “Ecco i miti da sfatare”

Diffuso un "decalogo" per chiarire ai potenziali donatori i dubbi più tipici: in molti casi è possibile comunque donare

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Savona. “Donerà qualcun altro”, “Mi toglieranno troppo sangue”, “Sono troppo vecchio”, “E’ pericoloso”. Ecco alcuni dei falsi miti che girano intorno alla donazione di sangue: domande che troppo spesso rimangono inespresse nella mente del potenziale donatore, allontanandolo da un gesto che invece è sicuro e senza controindicazioni. E che può salvare vite.

A dirlo è l’Avis comunale di Savona, che proprio per combattere questi falsi miti ha diffuso una sorta di “decalogo” controbattendo punto per punto a questi dubbi. Innanzitutto, spiegano, è deleterio pensare che “qualcun altro donerà il sangue al posto mio”: “Circa il 60% della popolazione può donare il sangue, ma solo il 5% di questi lo fa” rivelano i volontari.

E poi: è vero che donando sangue ci si può infettare? “No – assicurano dall’Avis – la procedura per la donazione è sicura, ed effettuata da specialisti e attrezzature sterilizzate”. Un’altra paura tipica è quella che venga prelevato troppo sangue: “Ad ogni donazione vengono tolti circa 450 ml – spiegano i volontari – una piccola percentuale dei nostri 5,6 litri che il corpo rigenera in una settimana”.

Qualcun altro si trincera dietro un più generico “sono troppo giovane”, o “troppo vecchio”. Falso: non esistono limitazioni in tal senso, spiega l’Avis, gli unici “paletti” sono quelli di essere maggiorenne e di pesare più di 50 kg. C’è anche chi non si avvicina alla donazione convinto che il suo gruppo sanguigno sia troppo comune: “Anche meglio – è la replica dei volontari – più è comune, più persone è possibile aiutare”.

L’unico dubbio parzialmente vero è quello legato all’assunzione di farmaci. In alcuni casi questo impedisce effettivamente di donare, ma non è sempre così: dipende da quali sostanze si stanno assumendo. Il consiglio in questi casi è di recarsi comunque all’Avis e sottoporre il caso agli specialisti presenti, che sapranno consigliare il potenziale donatore, che potrebbe essere comunque abilitato a donare.

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