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Da domenica prossima gli albisolesi “riconquistano” i propri tesori storici

Un lavoro partito con il contest “I luoghi del cuore” che nei mesi si è andato ad intrecciare con l’inizio di una nuova avventura

Albisola Superiore. Domenica prossima sarà un giorno importante per Albisola Superiore.
In quella giornata gli albisolesi (e non solo) potranno riprendere contatto con i beni culturali più importanti della città: Villa Gavotti, il giardino Museo Ernan e soprattutto il Castellaro.

“Questo “soprattutto” è dovuto a un lungo lavoro che come segretario PD mi ha visto in prima linea, e mi vede tuttora impegnato, per la riqualificazione del sito assieme all’amministrazione, alla famiglia Gavotti, all’associazione Zueni D’Arbisoea, a Rosanna Venturino, a Fabrizio Geltrudini e ad Alessandro Oderda – spiega Andrea Toso – Un lavoro partito con il contest “I luoghi del cuore” che nei mesi si è andato ad intrecciare con l’inizio di una nuova avventura: quella del “FAI Giovani di Savona” che ha mosso i primi passi nell’iniziativa “Ripuliamo Villa Zanelli” e che ora con la collaborazione alla Fai Marathon vedrà il suo primo vero banco di prova”.

Le visite al Castellaro sono in programma dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 17. Si parte dalla piazza della chiesa di S. Nicolò e si imbocca via Emilia fino a raggiungere, sulla destra, una scalinata e quindi un sentiero in salita che porta al Castellaro (15 minuti circa). Il Castellaro è stato un insediamento arroccato su luoghi di facile difesa, tipico della Liguria pre-romana. I romani, quando fondarono Alba Docilia (IV secolo d.C.), abbandonarono il Colle Castellaro perché forti della loro potenza non avevano bisogno di fuggire di fronte al nemico ma con le invasioni barbariche tutto cambiò nuovamente: la popolazione abbandonò la pianura e il Colle in oggetto, ove ancora dovevano sorgere i resti del precedente castellaro, venne munito di un castello provvisto di torri che dominava le due valli e la via Aurelia. Il castello medioevale, che fu più volte ricostruito, si collega a nord con il castello del comune di Stella e ad est con quello di Varazze, formando un sistema di forti con il quale la famiglia aleramica proteggeva i suoi territori marittimi.

Per le visite al Giardino Ernan, situato in corso Mazzini 77 e li che si terrà il ritrovo con orario 11 – 16 . Realizzato a partire dal 1955 dai F.lli Pacetti e attiguo alla fabbrica di ceramica, nel giardino-museo Ernan sono ospitate circa un centinaio di importanti opere d’arte, sculture e ceramiche di artisti contemporanei di chiara fama, che hanno operato nell’officina tra cui Martini, Fontana, Fabbri, Capogrossi, Luzzati, Scanavino, Garelli, Porcù, Berzaini, Bertagnin e Rossello. Il giardino è visitato da molti stranieri che apprezzano le rinomate ceramiche albisolesi la cui traccia è presente in tutti i più importanti musei del mondo.

Per le visite a Villa Gavotti l’orario previsto è alle 16,30 con priorità ai tesserati Fai. Situata nei pressi del centro storico di Albisola Superiore, con ingresso in Via Della Rovere, lato mare, è una delle più belle ville italiane del ‘700 magnifico esemplare del cosiddetto “barocchetto genovese”. Fu fatta costruire nel 1744 da Francesco Maria, doge di Genova, ultimo discendente dei Della Rovere. Da questi passò ai marchesi Gavotti dai quali prese il nome.

La mole quadrata della villa è ingentilita da due lunghe terrazze che, svolgendosi da un lato dell’edificio, comprendono il giardino e scendono a scalinata fino alla bella vasca centrale. Terrazze e scale sono decorate e impreziosite da balaustre e vasi, da statue di marmo di Albisola rappresentanti personaggi mitologici. Nel giardino ci sono cinque vasche e nel mezzo delle quattro più piccole vi sono state rappresentanti sirene e tritoni. Al piano terreno, a sinistra di chi entra, vi sono tre vasti saloni destinati alle feste, ispirati alle stagioni. La sala della primavera, con dipinti rappresentanti intrecci e motivi floreali, la sala dell’estate, ove è dipinta ogni qualità di frutta e di grano e quella dell’autunno.

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