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Cgil, Cisl e Uil preoccupati per la possibile chiusura dell’Inps di Carcare: “L’ufficio deve restare in Valbormida”

"Non solo è importante il presidio del territorio ma anche la qualità e la tipologia di servizio"

Carcare. L’Inps deve restare a Carcare. E’ questa la posizione di Cgil, Cisl e Uil a proposito della possibile chiusura della dell’ufficio valbormidese dell’istituto di previdenza sociale ventilata qualche giorno fa dalla direzione provinciale dell’Usb.

La notizia è qualche settimana fa: “Il 18 settembre – precisava il sindacato – la direzione provinciale di Inps ha prospettato la chiusura dell’agenzia di Carcare o la sua riduzione a semplice punto informativo. In tale occasione, con l’unanime consenso della Rsu e delle organizzazioni sindacali della provincia (che tra l’altro avevano suggerito alla direzione provinciale Inps di utilizzare il recente decreto Madia, attingendo al personale in mobilità dagli enti in dismissione) era stato ribadito come non sia tollerabile che l’Inps arretri sulla qualità e quantità di servizi offerti, tenendo anche conto delle difficoltà di collegamento di quel territorio con il capoluogo, specie nella brutta stagione”.

I tre sindacati confederali si allineano alla posizione dei loro colleghi: “L’istituto deve restare in Valbormida – affermano – ma senza che questo metta in discussione l’attuale presenza dell’Inps in altre sedi della provincia di Savona con particolare riferimento a quella di Finale Ligure, che deve mantenere l’attuale configurazione (agenzia) continuando a garantire la propria, piena operatività”.

“Come definito negli ordini del giorno del comitato provinciale e del comitato regionale, nei quali partecipano propri rappresentanti, ritengono che le specificità del territorio e del tessuto produttivo della Valbormida nonché la composizione e la distribuzione della popolazione necessitino di una presenza dell’Inps in grado di soddisfare le esigenze dell’utenza evitando difficili e dispendiosi spostamenti”.

“Per questo, in qualità di rappresentanti dei maggiori contribuenti delle casse dell’istituto, ritengono che sia necessario vagliare tutte le soluzioni logistiche ovvero tutti i modelli organizzativi che garantiscano la permanenza dell’Istituto sul territorio nonché livelli di servizio adeguati alle esigenze e caratteristiche specifiche dell’area di riferimento”.

L’Inps ha un valore fondamentale: “Non solo è importante il presidio del territorio ma la qualità e la tipologia di servizio che si intende garantire ai pensionati, ai lavoratori ed alle aziende dell’area di riferimento, area che potrebbe nei prossimi mesi esprimere occasioni di sviluppo economico degne di attenzione”.

Le posizioni assunte dai due comitati stanno già dando i primi risultati in termini di interessamento da parte della direzione dell’Istituto nonché dalle amministrazioni locali che in questi giorni stanno verificando soluzioni tecnico-organizzative adeguate.

Per Cgil, Cisl e Uil sarà importante “intervenire anche sui livelli di organico approfittando, come indicato anche negli ordini del giorno dei comitati e richiesto dalle federazioni del Pubblico Impiego, di quanto contenuto nel decreto Madia in termini di mobilità di personale e professionalità tra enti ed istituzioni”.

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